D--- Sono davvero contento di rivederti. Raccontami cosa ti è successo in questi mesi, e come alla fine sei arrivata a Belgrado.
R ---Verso fine gennaio ('99, ndr), dopo che tu sei partito, a Pristina aveva aperto Radio Contact. Non che mi dispiacesse il lavoro a Radio "N", ma hai visto anche tu, lì si metteva solo musica e si dava qualche notizia qua e là. Non era una radio che si occupava della questione politica.
D --- Sì, ma a suo modo quella radio faceva politica, quanto meno non soffiava sui nazionalismi, anzi voi eravate la dimostrazione che serbi ed albanesi potevano convivere.
R --- Non so, forse sì. Però prova a pensare che la gente non sapeva che noi e Radio "C'Est La Vie" trasmettevamo dallo stesso appartamento, così era come se fossimo due cose diverse. La nostra era una radio serba e si parlava solo il serbo, si metteva solo musica serba. A Radio Contact era invece diverso. Lì c'era la precisa volontà di dimostrare che serbi e albanesi, così come tutte le altre minoranze che convivono in Kosovo, possono essere una società sola, un popolo solo, una realtà multietnica e pluriculturale. Si faceva informazione, si aprivano dibattiti, c'erano trasmissioni nelle diverse lingue, c'era realmente una redazione mista.
D --- Cosa ne pensavano le realtà locali?