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"Remember, o Lord, those disobedient servants
to the laws of the flock
not to forget their face
that after much scattering
it is just right that the good luck will help them".
Fabrizio De Andrè
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What is Kapdkjumb? Or, rather, we should first say: Who is Kapdkjumb?
Kapdkjumb phonetic is the result of an expression with which I used to be called (not without a sense of desperation) by the relatives of Bari when I was child, according to the local dialect. The word should be broken so: kap'd'kjum(b) (the transliteration with the "k" and "j" is arbitrary), that is: the head of lead.
I do not claim now, after many many years, that sense of desperation caused among those who cared of me, on the contrary I remember with affection and a debt of gratitude all those who in some way, have had to endure me, for "head of lead" I was a lot. I was, so to speak, one of those bright, stubborn children, omnipotent (in a psycho-educational meaning) and fearless.
Then it happened to ask myself recently what was the meaning of that nickname and if it had a feeling today. Now that so much time and much road have passed since those distant days of childhood to the present.
I do not know exactly from where inside me has being born this need of stubbornness, of not to listen to others but myself. Now I can say that, unlike then, listen, observe, understand the context, the world around us are probably things for which I spend more time per day. But this does not mean that it is not healthy to invoke the stubbornness that belonged to me, in a time where false sirens and manipulations force us on grounds which do not belong to us.
So Kapdkjumb once was a person, specifically a small red-haired child and his sulked and lively look.
Kapdkjumb.it is now an opportunity for reflection, a place to exercise the critical sense on things, a time during which make the separation from reality in order to explore the reality, retrace the paths, the search for meaning, to stir the contents, examine the causes and glimpse the prospects.
It is a "standing workshop of anomalies", because in this area we do not have any pretense or moral standard, as in all the workshops here we experience, so we leave the rules up to the society that stays outside and welcome is all that may seem strange or different: it should be an example to learn something, for better or for worse.
Kapdkjumb.it is a "standing workshop of mixtures", because in a networked society are not allowed policies of exclusion, that means fatal self-exclusion and consequent self-brutalization.
It is a "standing workshop of visions," because breaking down and recomposing the thousand fragments of reality we would like to practice the imagination, for finding things in our hands not as they were before, but as had never been imagined before.
It is, finally, a "standing workshop of utopias" because if it is somewhere we're going, we would like to cultivate the habit and the pleasure to imagine how it could be the world that is around the corner, that possible world, increasingly needed, then to count the steps that separate us from it.
Kapdkjumb however, is also a normal person who has a life, that romanticized, perhaps will find space on these pages, especially through the varied ways in which it expresses its-self.
In any case it will take a lot of stubbornness to continue the journey and of this journey kapdkjumb.it will also be the logbook.
Finally, inclined to nomadism such I find myself to be, kapdkjumb.it will also be a way to locate my presence for anyone with affection occasionally stops and wonders who knows where in the world I am plotting.
Many doubts, the usual 3-4 certainties, a direction "stubborn and contrary", "windward", it is perhaps not much, but it is all that I have now and with which I continue. ¡Adelante seguimos!
Michelangelo Severgnini
Istanbul, March-05-2009
"Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti"
Fabrizio De Andrè
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Cos’è Kapdkjumb? O, meglio, dovremmo prima dire: chi è Kapdkjumb?
Kapdkjumb è il risultato fonetico di un’espressione con la quale ero solito essere apostrofato (non senza un senso di disperazione) dai famigliari di Bari quando ero piccolo, secondo la parlata locale. La parola andrebbe così scomposta: kap‘d‘kjum(b) (la traslitterazione con le “k“ e la “j“ è arbitraria), ossia: testa di piombo.
Non rivendico ora, a distanza di tanti anni, quel senso di disperazione provocato tra chi mi accudiva e voleva bene, anzi penso con affetto e debito di riconoscenza a tutti coloro che in qualche modo mi hanno dovuto sopportare, perché “testa di piombo” lo ero parecchio. Ero, per così dire, uno di quei bambini vivaci e testardi, onnipotenti (in senso psico-pedagogico) e impavidi.
Poi è capitato di chiedermi di recente quale fosse il senso di quell’appellativo e se un senso avesse ancora oggi. Ora che tanto tempo e tanta strada sono passati tra quei lontani giorni d’infanzia e il presente.
Non so esattamente da quali esigenze interiori nascesse allora questo bisogno di intestardirmi, di non ascoltare altri che me stesso. Ora posso dire che, al contrario di allora, ascoltare, osservare, capire il contesto, il mondo che ci circonda sono forse le cose per cui spendo più tempo al giorno. Però questo non significa che non sia sano invocare quella testardaggine che mi era propria, in un tempo dove false sirene e manipolazioni ci forzano su traiettorie che non ci appartengono.
Quindi, Kapdkjumb un tempo era una persona, per la precisione un piccolo bambino dai capelli rossi e lo sguardo vispo e corrucciato.
Ora kapdkjumb.it è un’occasione di riflessione, uno spazio dove esercitare il senso critico sulle cose, un tempo durante il quale separarmi dalla realtà per approfondire la realtà, ripercorrerne i sentieri, cercarne i significati, scuoterne i contenuti, scrutarne le cause e intravederne le prospettive.
Kapdkjumb.it è una “bottega di mescolanze”, perché in una società in rete non sono consentite politiche di esclusione, significherebbe fatale auto-esclusione e conseguente abbrutimento.
È una “bottega di anomalie”, perché in questo spazio non vige nessuna pretesa normalizzatrice o moralizzatrice, come in tutte le botteghe qui si sperimenta, pertanto le regole le lasciamo alla società che sta fuori e benvenuto è tutto ciò che può sembrare strano o diverso: sarà un esempio in più da cui imparare qualcosa, nel bene o nel male.
È una “bottega di visioni”, perché scomponendo e ricomponendo i mille frammenti della realtà vorremmo fare pratica di immaginazione, per ritrovarci in mano le cose non come erano in partenza, ma come non erano mai state immaginate prima.
È, infine, una “bottega di utopie”, perché se è da qualche parte che stiamo andando, vorremmo coltivarci il lusso e il vezzo di immaginare come potrebbe essere il mondo che sta dietro l’angolo, quel mondo possibile, sempre più spesso necessario, per contare poi i passi che ci separano da esso.
Kapdkjumb però rimane anche una persona normale, che ha una sua vita, che, romanzata, troverà forse spazio su queste pagine, soprattutto attraverso le variegate forme con cui si esprime.
In ogni caso ci vorrà molta testardaggine per seguitare il cammino e di questo cammino kapdkjumb.it ne sarà anche il diario di bordo.
Infine da ultimo, incline al nomadismo quale mi ritrovo a essere, kapdkjumb.it sarà anche un modo per localizzare la mia presenza per tutti coloro che con affetto ogni tanto si fermano a chiedersi chissà in quale parte del mondo io stia brigando.
Molti dubbi, quelle solite 3-4 certezze, una direzione “ostinata e contraria”, “controvento”, forse non è molto, ma è tutto ciò che ho ora e con cui proseguo. ¡Adelante seguimos!


Michelangelo Severgnini

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