Il ritorno degli Aarch - i villaggi della Cabilia scuotono l'Algeria



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Dopo gli anni bui dei Gruppi Islamici Armati, che hanno seminato morte nel Paese per tutti gli anni ‘90, il 2001 ha segnato una delle pagine più nere della storia dell’Algeria. Il corpo nazionale della Gendarmeria interviene reprimendo nel sangue i cortei di protesta nella regione della Cabilia, provocando la morte di 123 manifestanti. La forza della disperazione spinge allora per le strade milioni di giovani decisi a rivendicare il loro diritto ad una vita dignitosa nel loro Paese, al grido: “non potete ucciderci, perché siamo già morti”. Da una stagione tragica e funebre, poi chiamata “primavera nera”, inaspettato sorge un Movimento Cittadino, che si ispira ad una struttura politica arcaica degli antichi villaggi della Cabilia, l’Assemblea degli Aarch, ora interpretata in chiave moderna e basata sul principio dell’orizzontalità. Attraverso il consenso e la partecipazione diretta alla vita pubblica viene così riabilitata la concertazione popolare nei quartieri e nei villaggi. La politica ritorna alla portata di tutti i cittadini. Il Movimento intanto, in questi ultimi anni, nonostante la repressione del Governo algerino, ha saputo mobilitare milioni di persone e parlare alla società civile algerina tutta. Il potere “mafioso e assassino” non ha tregua …


Durata: 60’ circa
Regia: Michelangelo Severgnini
Interviste: Karim Metref
Montaggio: Irene Salvi
Musiche non originali: Matoub Lounes, Idir ed altri straordinari cantautori cabili e algerini
Produzione: Metissart, 2003, con il contributo dell’Università Statale di Milano polo Bicocca.

ASCOLTA "WARZIGEN", CANZONE DEDICATA A MATOUB LOUNES

Si tratta del mio primo documentario girato nel 2002 in Algeria. Credo sia interessante accostare la vicenda raccontata nel documentario con quanto sta avvenendo oggi in Italia. Nel documentario, non si parla di rifiuti, né di basi militari da costruire, né di treni ad alta velocità. Si parla semplicemente di democrazia diretta. La storia è affascinante, io a suo tempo ne rimasi folgorato e feci di tutto per poterla raccontare nel modo più degno qui in Italia (il documentario è stato distribuito dal settimanale "Carta"). Di fronte a un potere "mafioso e assassino" (così chiamato dagli Aarch), a politici sordi e arroganti, un'intera regione dell'Algeria, la Cabilia, qualche milione di abitanti, si è rivoltata contro Algeri, dal 2001 al 2004 (e ancora oggi non molla).
Una rivolta pacifica e nonviolenta, recuperando dalla tradizione berbera (i Cabili sono a maggioranza berberi) una forma di autogoverno di democrazia diretta (a suo tempo soppressa dai Francesi!?! guarda caso...), portando avanti parallelamente il boicottaggio quasi totale delle elezioni presidenziali, politiche e anche amministrative algerine (la pratica ha avuto un seguito, visto che alle ultime elezioni politiche in Algeria della primavera 2007 il tasso di affluenza è stato del 35%). Penso che l'esperienza degli Aarch possa insegnare qualcosa anche a noi ancora oggi. E soprattutto è una chiara smentita per tutti coloro che pensano che nei Paesi arabi non ci sia democrazia e semmai andrebbe lì esportata. In questo caso vediamo come una purissima pratica di democrazia sia stata repressa dal governo algerino appoggiato manco a dirlo da America e Italia (quest'ultima primo partner commerciale dell'Algeria!!!).

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