Voto italiano 2018: belando controvento

Italiane e Italiani!
Beliamo più forte ché il vento gelido spira, la terra di neve è coperta e il pastore dove stanno i verdi pascoli conosce.
Facciamo dunque la nostra scelta, scegliamo da che parte stare: preferiamo vicino al pastore con le sue sferzate e i suoi fischi rassicuranti, o nascosti nel mucchio sospinti da una parte all'altra, oppure in fondo, all'estremità del gregge, a respirare aria e orizzonte e a patire i morsi del cane?
Non che il non-voto garantisca privilegi diversi, al di fuori dal gregge. Sempre quella è la fine. Ma insomma, nella metafora (scusate se la faccio semplice, ma essermi imbattuto in questo gregge nella campagna cremasca innevata è stata una tentazione irresistibile), io non voglio etichette all'orecchio.
Eccoci dunque al terzo appuntamento con la dichiarazione di voto alle elezioni politiche italiane da quando esiste questo diario in rete. La scelta fondata su questioni di principio e non di merito, già espressa in passato, la ribadisco oggi, per coerenza: NON VOTO.
Per le ragioni si vedano le precedenti dichiarazioni: 2008 e 2013.
Ma davvero chiunque vinca queste elezioni italiane, nulla cambierebbe?
No, forse questo no.
All'orizzonte ci sono diversi scenari, difficili da prevedere, che hanno fatto arrovellare i soliti osservatori stranieri ma questa volta, diciamocelo, pure buona parte di noi Italiani. Scenari spesso opposti e quanto mai distanti tra loro. In poche parole, potrebbe essere un nuovo inizio o magari l'inizio della fine. E' tutto in bilico per un pugno di voti o quasi. Tra i due scenari, una miriade di sfumature possibili nel mezzo, più o meno tutte non entusiasmanti.

M5S: Movimento cinque stelle

Cinque anni fa sostenevo di non poter consultare la Sibilla Cumana e di non conoscere pertanto quello che il M5S avrebbe fatto in questi 5 anni. Ora posso dire che non mi hanno deluso, hanno fatto più o meno quello che mi aspettavo, nel bene e nel male: cose straordinarie da un lato (nel senso di extra-ordinarie: 22 milioni di € detratti dagli stipendi dei loro politici e restituiti al popolo italiano) e cose sciatte, inutili e non di rado insensate dall'altro (la campagna contro i taxi del mare).
Dove mi hanno deluso, semmai, ma non perché abbiano abdicato sull'argomento tuttavia, è sulla partecipazione diretta. La piattaforma "Rousseau" è qualcosa, è innanzitutto uno strumento che molti all'estero (e non solo) stanno imitando.
La discussione sempre invocata attorno al "vincolo di mandato" per i parlamentari, inesistente nella Costituzione Italiana, rimane un tema forte della loro politica.
Insomma, quasi tutto bene, ma io voglio di più. Almeno da chi mi chiede un voto. Voglio l'abolizione del Parlamento composto da eletti, o perlomeno i sabati referendari, o almeno uno strumento giuridico chiaro e vincolante per determinare le scelte del parlamentare che "mi rappresenta", una a una. Del suo voto di coscienza non me ne faccio niente, ho già la mia di coscienza ed è l'unica di cui mi fido (e non sempre).
Non credo che il M5S abbia bisogno di difensori di ufficio, però segnalo che l'argomento del M5S che più mi sta a cuore è proprio quello meno digerito dalle cittadine e dai cittadini italiani.
Ancora questa mattina per strada ho ascoltato questo commento: "Quando c'è di mezzo il M5S non si sa mai cosa pensino: prima dicono una cosa, poi il contrario. A volte sembrano di sinistra, a volte sembrano di destra. E francamente io, persona di sinistra, non mi fido. Ma se vuoi andare al governo dell'Italia, ma dovrai averle delle idee chiare sulle questioni fondamentali! Se tu mi fai capire le tue idee, poi io ti dico se sono d'accordo o no".
Purtroppo questa è una persona che non mastica la "democrazia liquida". In altre parole, non esprimere, a volte non avere un'idea chiara su un argomento, non è una mancanza ma una prova (paradossale) del corretto funzionamento del meccanismo. In altre parole, non è più lo schema del partito padre-padrone (e anche un po' pastore) che ti indica la via e un po' anche ti morde le chiappe per fartici incamminare. Per usare un'altra metafora: non siamo in un mercato dove ti aspetti che il venditore ti esponga sul banco i vari prodotti in modo che tu possa scegliere. La "politica liquida" non offre prodotti, non offre idee, tantomeno ideologie. La politica liquida concorre ad offrirti la conoscenza (perlomeno non mette censure) e ti offre uno strumento: in altre parole ti dà semenza e badile. Ma poi la verdura te la coltivi da te a casa tua, ogni giorno.
Quindi il M5S non ha le idee chiare su alcuni argomenti, per esempio l'Euro, per esempio la Nato, per esempio l'immigrazione? Bene, entraci, prenditi semenza e badile e portale tu le idee, proprio così, di volta in volta, con la responsabilità di essere credibile ogni volta senza il paravento dell'ideologia.
La politica è l'arte dell'incontro: perché mi devo infilare nell'ovile dove tutti già la pensano come me? In questo modo una trasformazione sociale può avvenire solo in seguito ad un crollo traumatico dell'equilibrio della società. E' mischiarsi, è parlarsi tra persone di idee differenti, ciò che cambia noi stessi e la società in cui viviamo. Ciascuno ha i propri principi. Però non occorre abdicare a questi per capire che l'incontro non è un compromesso, ma una sintesi. Se questa avviene nelle piazze, nelle assemblee e, perché no, pure nei forum in rete, piuttosto che nelle segreterie chiuse dei partiti, io mi sento più tranquillo. 
Ad ogni modo, forse tardivamente, ma sempre più elettori di sinistra oggi in Italia (quella del popolo), se proprio non votano M5S, a questo giro perlomeno auspicano la loro vittoria e il ribaltamento del tavolo. L'elettorato del M5S è per buona parte, secondo studi di questi anni, coincidente con la fetta di popolazione italiana che fino a 30 anni fa votava il Partito Comunista Italiano. E non è difficile capire che quando Enrico Berlinguer parlava del ricatto al quale il popolo italiano era sottoposto, cioè l'essere subordinato ad un esercizio del potere funzionale ad una "casta" (e da qui la questione morale), egli fosse, in qualche modo, per così dire, un proto-grillino.
Non è solo una questione morale, è che il M5S ha risposto ai bisogni di quella popolazione italiana. Con la risposta giusta? La Sibilla Cumana ce lo potrebbe dire. Ma una politica basata sui bisogni del popolo e non sui suoi capricci, mi sembra un significativo passo avanti. Le 5 stelle poi, va detto, sono ancora lì a brillare e a segnare una strada che molti più degli elettori del Movimento seguirebbero: acqua pubblica, difesa dell'ambiente, connettività gratuita, sviluppo rivolto alla decrescita e trasporto pubblico.

PaP: Potere al Popolo

Esiste un'altra formazione politica il voto alla quale a questo giro considero legittimo: Potere al Popolo. Guardando il loro programma elettorale, la coincidenza con i miei sogni, le mie aspettative, i miei desideri, è pressoché millimetrica. Tutte quelle "timidezze" presenti nel M5S, qui sono in maniera dirimente e convinta affermate nella direzione che io auspico. Tuttavia, come detto più sopra, non è una questione di merito, ma di principio. In altre parole, non credo alla rappresentanza di questa democrazia, non credo anzi nella democrazia rappresentativa, pertanto mi sembrerebbe quasi di commettere incesto mettendo una firma sul simbolo di PaP. Certo, che il partito sia stato fondato solo pochi mesi fa non aiuta, soprattutto loro. Soprattutto quelle cittadine e cittadini un po' distratti, le cui scorie del sistema richiedono tempo per essere smaltite e pochi mesi sono pochini per proiettare l'azione di PaP al di fuori delle e dei militanti. Ad ogni modo, mi auguro che passino la soglia di sbarramento del 3% e che il loro percorso continui. Ci sono molte cose da sviscerare ancora e la mia curiosità è molta. A cominciare dalla svolta elettorale di chi per decenni, all'estrema sinistra, ha opposto il sistema. Per continuare con chi, spesso travolto dalla retorica militante, ha fatto in questi decenni più una politica distruttiva (talvolta di odio di classe e poco più) che una politica aggregante (e perciò positiva). "Dov'era il no faremo il sì", dicono. Ottimo. In bocca al lupo e che lui viva e noi insieme a lui!

FI: Forza Italia

Il nonnino indecente è tornato. Berlusconi è di nuovo in campo, alla sua settima campagna elettorale. Come questo sia possibile per un "delinquente naturale" (come da sentenza di condanna a 4 anni per frode fiscale, motivo della sua incandidabilità), non è facile capire. Come questo sia possibile per uno accusato e sospettato di essere il mandante delle stragi di mafia del 1992, anche questo è molto difficile da capire. Forse ci possono aiutare Angela Merkel e il Partito Popolare Europeo, insieme ai tecnocrati di Bruxelles e alle banche tedesche. Credo che siano loro i mandanti di questo settimo sforzo elettorale, del 18% che i sondaggi gli assegnano. Vedendolo qualche settimana fa servito e riverito nei corridoi dei palazzi del ventre vitreo d'Europa, a fianco a quel culone tanto decantato, mi sono sentito, una volta ancora, tradito da questa Europa. I meriti di Renzi in questo suo ritorno invece li ometto, ha fatto quel che ha potuto e anche in questo caso, comunque, ha fallito.

LeU: Liberi e uguali

E ora rullo di tamburi. C'è anche una sinistra di governo seria a questo giro: Liberi e Uguali. Tra un Bersani simpatico e incapace di cogliere il momentum all'indomani delle scorse elezioni (finito poi a gambe all'aria, da segretario del PD a uno dei tanti fuoriusciti) e un D'Alema guerrafondaio, bombardiere dei Balcani ma anche della Costituzione Italiana e del suo articolo 11, che posso dire? Per scaldare il deretano forse una copertina a casa può bastare, anziché incaponirsi con una poltrona in Parlamento.

PD: Partito Democratico

Si offenderanno quelli del PD se li cito solo ora, ma che devo dire? Svalutare il costo del lavoro, scavando la fossa alle giovani generazioni italiane, per salvare le carriere ai banchieri e agli arruffoni (un giorno quelli che Renzi intendeva rottamare), vendere armi all'Arabia Saudita, centrale delle guerre afro-mediorientali (per salvare le carriere dei già citati), salvare banche e puntare tutto sulla corruzione dei dittatori (scandalo della maxi-tangenti Eni in Nigeria) per procurarsi altro petrolio a basso costo e lasciare le energie rinnovabili ai racconti delle favole. Che devo dire? Auspico un risultato al di sotto il 15% per il bene dell'Italia.

Lega

Forse manca la Lega (gli altri cespuglietti li ometto per decenza). Non ho molto da dire. La Lega in sé non mi preoccupa, tantomeno Salvini che non ha spessore. Certo, se la Lega entrasse però al governo, potrebbe fungere da ombrello per le formazioni neo-fasciste in Italia. E' l'effetto detonatore che va temuto, non il progetto politico.

Esito

Per gli amici stranieri che vorrebbero capire che succederà: davvero ci vorrebbe la sfera di cristallo! In campo ci sono 3 poli in lizza per la vittoria: centro-sinistra, centro-destra e M5S. Perché ci sia da subito un governo, uno di questi 3 poli, secondo l'attuale pessima (e verosimilmente incostituzionale) legge elettorale italiana, dovrebbe superare il 40% dei voti di coalizione. Verosimilmente, nessuno dei 3 poli raggiungerà tale quota. Le vie dell'inciucio sono infinite, ma credo che questa volta sarà difficile formare un governo: ogni scelta di convergenza segnerebbe un tradimento e il conseguente crollo di credibilità. Sono convinto che si aprirà una fase di discussione e riposizionamento, di maturazione di certi percorsi e la vera partita si giocherà nei prossimi mesi nelle piazze, nelle fabbriche, nelle università, in rete, insomma nelle coscienze di quelle Italiane e Italiani che dovranno attingere in profondità ad una storia di accoglienza e fantasia del Paese per dar vita a un cambio. Anche ad una storia di resistenza. Per cambiare quest'Italia, ma ancora prima quest'Europa, "sott'ncoppa".
Michelangelo Severgnini 

 

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