Verso Oriente --- 13 - 03 - 2008 - ROMA

E' passata la mezzanotte, già ormai è iniziato il giorno della partenza. Mi trovo qui, in questa stanza a Trastevere dove alloggio da 16 mesi, o, per meglio dire, dove le mie cose trovano alloggio. Non è difficile dire dove stia quello che considero il "baricentro geografico", basta conoscere dove lascio il contrabbasso (la cosa più cara e più ingombrante che possieda), che nei miei viaggi rocamboleschi evito di portare, non trattandosi innanzitutto di turnée musicali.
Domani si va a Istanbul (per 10 giorni) e il Viaggio ricomincia. Si va per girare alcune tra le ultime scene di "Yakamoz", il "road-movie" girato la scorsa estate tra Bari e Istanbul (e di cui prestissimo sarà disponibile sul sito un provvisorio "trailer"). Si va per un "reportage" sul Newroz, una festa di origine pagana pre-islamica divenuta per i Curdi il giorno dell'orgoglio dell'identità, specialmente in Turchia dove era vietata fino al 2000. Ma in definitiva si va perché il desiderio d'altrove torna a prevalere, senza scampo quando questo Altrove si chiama Oriente.
Ho appoggiato sul divano il biglietto di volo, estratto a fatica dalla cassetta della posta dopo averne scardinato la serratura (le chiavi sono andate perse). Sarà un avvertimento? Ma quando si parte c'è sempre qualcosa di noi da qualche parte che va scardinata. E' un passaggio che richiede uno sforzo, una decisione, una volontà di superare un confine, di stabilire che un'azione sia seguito a un progetto. E come tutti i viaggi, anche questo si presenta cercando di convincere di lasciar perdere. Il Viaggio, lui medesimo, non chiama, anzi possibilmente dissuade. Ci sono i miraggi che attraggono, cose lontane e per questo viste sfocate e immaginarie. Ma il Viaggio, lui, non ama facili amori. Respinge gli amanti svogliati, li mette alla prova, dissemina il dubbio nelle loro menti nella notte che precede quel primo incontro che è la partenza. Il Viaggio, come una spasimata che mortifica il suo spasimante, lo fa credere piccolo, inadeguato, improbabile. Fa questo per suscitarne la rivalsa, per risvegliarne quell'essere che dorme nel profondo e che non mai quanto durante il viaggio trova le occasioni per affacciarsi perché indispensabile di fronte alle avversità. Il Viaggio vuole conoscere prima se il viaggiatore-amante sarà all'altezza e lo umilia la notte precedente, lo intimorisce, lo provoca, lo isola, lo scuote.
E io, amante infedele, ma devoto e testardo, ripercorro ogni volta questi rituali, come se fosse la prima, come se fosse l'ultima.

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