Anila sta per arrivare all'appartamento dello zio. Ancora non l'ha visto. Io sì, perché oggi ho fatto il sopralluogo insieme a Nikola, il ragazzo bulgaro che ci aiuta nelle riprese e che sarà a sua volta un personaggio del film: il figlio della vicina di casa dello zio. Quando entrerà in questo appartamento in un palazzone socialista di ex-periferia anni '50, Anila troverà tanta moquette, tante foto d'epoca in bianco e nero alle pareti, pelo finto di colore rosso su poltrone e divano e anche un pianoforte a muro sul quale metterà un accordo e accennerà il tema del film.
Siamo a Sofia! Eccoci. Grande metropoli dei Balcani, 1milione4centomila abitanti. Ieri abbiamo viaggiato molto lentamente, prendendoci i nostri tempi. Siamo arrivati qui da Skopje credo in 5-6 ore. Tra Kumanovo e Kriva Palanka, vicino al confine con la Bulgaria, abbiamo trovato un paesaggio incredibile. Per chilometri e chilometri non abbiamo visto una casa, solo un altopiano di gialle sterpaglie interrotto da qualche lieve collina. Erano le ore centrali della giornata. Martina guidava. Un sole battente, un caldo micidiale, finestrini abbassati. E Musina che arrancava.
Come Musina chi? Musina è il nome dell'automobile. Anzi, il diminutivo. Sarebbe Limusina... Un'Alfa Romeo 33 grigio-verde (il colore è abbastanza indefinito, devo ancora farmene un'idea precisa). Un'auto da battaglia, non c'è che dire.
Avevamo appuntamento con Nikola nel parco davanti il Palazzo della Cultura. Era ormai il quasi tramonto. Le nostre 18, che qui però erano già le 19, perché c'è un'ora di fuso orario. Gente che passeggiava, una coppia di poveri anziani che suonavano canti tradizionali e facevano cappello, uno la fisarmonica e l'altro batteva una scatola di latta di biscotti con delle bacchette come base percussiva, alcuni giovani con gli skate sui trampolini, altri seduti sulle panchine in attesa di qualche altro. Qualche bambino, una splendida fontana con getti alti, Martina che prendeva tempo con i suoi attrezzi da circense, Luca si accendeva una sigaretta, Anila e io a sprofondare sulla panchina. E all'improvviso Nikola, con un amico.
La sera abbiamo mangiato in un locale tipico ed economico tutti insieme. Io ho dovuto levare mezzo chilo di cipolla dal mio piatto, che però in definitiva non era male.
Poi una passeggiata notturna per il centro della città. Una marcia, più che altro. Nikola è un gran camminatore, la sua ragazza nel frattempo aggregatasi e l'amico pure. Noi, all'occorrenza ci adeguiamo, stanchezza permettendo. Però forse abbiamo esagerato, abbiamo camminato forse per più di 2 ore. Nikola ci teneva a mostrarci la sua città, perché è per tutti noi la prima volta qui.
Sofia notturna mi è piaciuta, mi hanno sorpreso gli enormi parchi al buio, buio pesto, percorsi con noncuranza da decine di ragazzi avanti indietro, che rischi di scontrarti con uno che viene in direzione contraria semplicemente perché non lo vedi, e poi questi enormi laghetti artificiali nei parchi, però senz'acqua. L'hanno tolta 15 anni fa, mi ha raccontato Nikola. Anche questi spazi diventano occasione di aggregazione. In una vasca ci hanno fatto un botteghino dove vendono bevande la sera, i ragazzi si siedono sulla sponda del laghetto. In quel punto c'è luce, ma per arrivarci bisogna attraversare il parco camminando per 5 minuti buoni nel buio più fitto.
Un'altra cosa curiosa di Sofia sono i negozi di tabacchi. Sono tutti semi-interrati. Perciò sul marciapiede a livello del pavimento, alle pareti dei palazzi, ci sono delle finestrelle da cui si sporge il tabaccaio. Solo che lui è in piedi dentro il negozio, mentre la gente si deve inginocchiare per comprare le sigarette dallo spioncino.
Oggi giornata di sopralluoghi, come detto. Tra poco esco dall'ostello (abbiamo internet wireless!!) e andiamo a girare un paio di cose.