Un brodo primordiale chiamato Sankt Pauli --- 11 - 09 - 2008 - AMBURGO (GERMANIA)

Anche il soggiorno alla foce dell'Elba e' quasi concluso, domani si riparte, verso Nord, verso latitudini dove "l'alato cavallo metallico" non era mai arrivato, verso la Danimarca.
Certo non e' facile raccontare una citta' come Amburgo in poche righe. Posso raccontare pero' cio' che ho visto e cio' che mi hanno raccontato. Il porto e' imponente e si estende lungo le due sponde dell'Elba che qui se non e' ancora mare ci manca poco. E' di fatto un porto fluviale, ma per le navi non fa molta differenza. Ci sono decine di isole e centinaia di ponti, anche noi siamo alloggiati su un'isola, ma francamente non si nota.
Di fatto e' una citta' a vocazione industriale e naturalmente portuale. Ma il ventre di Amburgo rumoreggia ben piu' forte delle onde che sbattono sulle banchine stracolme di container.
E' un ventre ribelle, di bordelli e di anarchici, di gente che ha respirato mare e distanze ben piu' che l'odore dei soldi. E pertanto sembra molto distante dai capitali internazionali che qui a vista d'occhio confluiscono copiosamente.
Come dicevo siamo alloggiati da Jonas, un "couchsurfer" decisamente antagonista, in una casa degna delle migliori sequenze di "Trainspotting". A lungo ci ha parlato delle manifestazioni contro il G8 che si e' tenuto a Heiligendamm vicino a Rostok ai primi di giugno del 2007 con  lo slogan: "make capitalism history".
Passeggiando in piena notte lungo le rotaie della rete dei treni merci qui dietro casa ci ha raccontato anche della contro-manifestazione  che si terra' a Colonia il prossimo 20 settembre per ostacolare i partecipanti al "Anti-Islamisierungs-Kongress", ossia il "Congresso anti-islamizzazione", detto anche "Pro Köln" che si terra' in quei giorni contro la costruzione di una grande moschea in citta' , promosso dai principali partiti razzisti europei, per l'Italia sara' presente la Lega Nord. "Impedire il congresso internazionale razzista" e' lo slogan e la rete tedesca anti-razzista sembra ben organizzata e direi anche carica di energie, insomma tutta un'altra aria rispetto a quel che si respira in Italia, dove sedi di estrema destra spuntano come funghi e sindaci e parlamentari propagandano apertamente il "fascismo" come una dottrina "complessa", che tradotto significa: "forse ancora non te lo posso dire cosa penso del fascismo ma se il vento tira ancora un po' in questa direzione ben presto ti diro' cosa realmente ne penso, anzi te lo faro' vedere con manganello e olio di ricino".
Sorvolo su cosa ho dovuto raccontare io dell'Italia al povero Jonas.  L'unica cosa dell'Italia che in questo momento da' speranza raccontare e' quanto sta succedendo a Vicenza contro la base militare americana e la mobilitazione che si sta creando. In ogni caso con Jonas ci rivedremo tra qualche giorno a Malmo al Social Forum Europeo.
Ho scattato diverse foto, che pubblichero' sul sito magari tra qualche giorno. Magari faro' un album del viaggio con le didascalie.
Una delle cose che piu' mi hanno colpito e' stato ascoltare i racconti dei "supporters" della squadra di calcio del "FC Sankt Pauli", la squadra dell'omonimo quartiere di Amburgo, che attualmente milita nella seconda divisione della "Bundesliga". Una storia davvero unica. Come del resto molto particolare e' il quartiere stesso, il ventre rumoroso di Amburgo, epicentro del movimento punk in Germania, nonche' posto di bordelli, asili nido e locali turchi, una miscela impensabile eppure capace di trasmettere un'armonia confortante.
Per esempio, una delle notizie che hanno occupato le pagine dei giornali internazionali in questi giorni, anche quelli tedeschi, e' stato l'apocalittico esperimento dell'acceleratore Lhc che avrebbe come obiettivo quello di carpire il segreto della nascita della vita. Un quartiere come Sankt Pauli mi da' piu' o meno questo effetto. E' un esperimento accelerato di forme di convivenza, un brodo primordiale sociale dove le diverse identita' vanno fondendosi generando e dando vita a qualcosa di diverso, di mai visto. Tutti in poco spazio, con la propria storia, la propria cultura, i propri sogni. In Europa cerca di farsi largo l'idea per cui la societa' multiculturale non puo' esistere, la convivenza e' un'illusione e le moschee vanno proibite. Opinioni. Io aspetto che in un quartiere come Sankt Pauli nasca un bambino, che dico, tanti bambini, che un giorno sappiano sentire dentro di se' le tante diversita' che incontrano ogni giorno camminando sul marciapiede dalla scuola al parco, dal parco a casa. E che sappiano insegnare ai grandi una cultura nuova, una nuova identita' storica europea condivisa. Che siano loro i primi europei nuovi. Anzi, i primi Europei. Anche se si chiamano Mohammed o Fatih. Loro saranno qualcosa che non e' piu' turco, arabo, tedesco o padano. Saranno qualcosa di diverso. Qualcosa che e' tutte queste cose insieme. Parlera' 3 o 4 lingue, magari di piu', o magari parlera' una lingua che sara' il meglio di tutte queste lingue. Nascera' tra i bordelli e le case occupate, forse su una panchina di un giardino, a riscaldarlo ci saranno un punk e un venditore di kebab.

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