Questo e' gia' l'ultimo giorno in Turchia: domani si torna in Italia. In questi giorni il lavoro con Claudio ha scandito le giornate, anche quando siamo stati costretti ad attendere il momento propizio per scattare foto e certi tipi di foto. Percio' nei cosiddetti ritagli di tempo abbiamo condiviso la quotidianita degli amici di Kadıköy, che significa sala di registrazione, serate a Taksim, lunghi pomeriggi sul divano in terrazza in attesa che qualcosa si muova, vita sociale turca.
In particolare questi sono giorni delicati ed estremi per la Turchia. Anche qui in Turchia come in Italia, quest'estate i cosiddetti poteri forti si stanno combattendo nelle aule dei tribunali. La Corte Costituzionale si pronuncera' a fine estate sul partito maggioritario che rischia l'esclusione dalla vita politica. Si rischia un vero e proprio colpo di Stato di velluto, anche se secondo l'opinione della gente di qui piu' probabilmente l'AKP rimarra' legale pur magari perdendo alcuni pezzi del partito che saranno radiati dalla vita politica del Paese.
In particolare questi sono giorni delicati ed estremi per la Turchia. Anche qui in Turchia come in Italia, quest'estate i cosiddetti poteri forti si stanno combattendo nelle aule dei tribunali. La Corte Costituzionale si pronuncera' a fine estate sul partito maggioritario che rischia l'esclusione dalla vita politica. Si rischia un vero e proprio colpo di Stato di velluto, anche se secondo l'opinione della gente di qui piu' probabilmente l'AKP rimarra' legale pur magari perdendo alcuni pezzi del partito che saranno radiati dalla vita politica del Paese.
Di tutta risposta l'AKP, considerando l'offensiva dei tribunali come una mossa dell'esercito (da sempre a difesa della laicita' della Costituzione), ha deciso di scoperchiare il vaso portando alla luce l'operazione "Ergenekon". Proprio in questi giorni alcuni generali dell'esercito sono stati arrestati. Anche in questo momento che sto scrivendo, in pieno pomeriggio, dalla finestra arrivano indistinti dal molo di Kadıköy i cori da una manifestazione di "kemalisti" che sostengono che la citata operazione sia un'invenzione dell'AKP (partito maggioritario turco islamico moderato) per "vendicarsi" dell'offensiva costituzionalista dell'esercito.
Insomma il Paese e' in ebollizione. Ma proprio ieri sera davanti a una birra qui in un localino in strada del quartiere, si discuteva su quanto la vita politica in Italia e in Turchia presenti una parabola spesso simile. Questa operazione "Ergenekon" e' stata paragonata all'operazioıne "Gladio". La massiccia presenza delle basi americane sul territorio dei 2 Paesi sono un altro elemento in comune. Infine uno Stato di polizia sotterraneo, perlomeno a giudicare da come certi elementi del corpo riescano a fabbricare prove, agire impuniti e scampare alla giustizia dello Stato fino a costruendosi una carriera in fuga da essa (per l'Italia i riferimenti sono al G8 di Genova e alla parabola ascendente di Di Gennaro).
Inoltre qualche giorno fa, il 2 luglio, c'e' stata una manifestazione sempre qui a Kadıköy in commemorazione del 15esimo anniversario del cosiddetto massacro di Sivas in cui morirono arsi vivi 37 intellettuali appartenenti al movimento degli Alevi. Nell'hotel dove questo incontro si stava tenendo scoppio' un incendio provocato da estremistı islamici sunniti al quale per queste persone fu impossibile scampare.
L'altra sera invece siamo stati a un concerto in Taksim, sulla sponda europea della citta', in un quartiere che nel fine settimana si trasforma in un'astronave viaggiante con centinaia di locali e decine di "bands" che suonano e migliaia di persone. Il gruppo che abbiamo ascoltato si chiama "Bajar" e il "leader" Yedat Yıldırım. Sono un gruppo curdo di Istanbul, cantano in curdo, ma sulla scia delle teorie dello scrittore Musa Anter, sostengono che l'Eufrate oggi sfocia nel mar di Marmara. Che significa: la cultura curda si riversa ad Istanbul (come quella armena, lazara, georgiana, greca ecc...) in un perfetto sincretismo dando vita ad un rinnovamento culturale cittadino ma soprattutto a una nuova dimensione culturale (per ora) per i Curdi. I Curdi (o almeno una parte di loro) qui a Istanbul cominciano a sentirsi autoctoni e soprattutto cittadini. Le rivendicazioni dei diritti dei Curdi qui a Istanbul sono rivendicazioni dei diritti democratici universali e meno che mai rivendicazioni separatiste.
Come si diceva in apertura, domani si torna in Italia. Questo viaggio e' stata un'importante conferma che solidifica una piattaforma sulla quale dall'autunno si comincera' a costruire. Gli orizzonti sono ambiziosi e si dischiuderanno a tempo debito e i compagni di viaggio hanno coraggio da vendere.