Tempo di partenze --- 22 - 03 - 2008 - ISTANBUL (TURCHIA)

La trasferta sulle sponde del Bosforo in questi ultimi 2 giorni è entrata nel vivo, perlomeno per quelli che erano gli obiettivi alla vigilia dichiarati. Ieri era il primo giorno di Primavera e quindi il giorno in cui i Curdi festeggiano il Newroz. Luca ed io ci siamo recati in mattinata presso la sede del DTP (Partito della Società Democratica), il partito di riferimento della minoranza curda in Turchia (20 milioni di persone su 68 milioni di cittadini turchi), dopo che il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) all'indomani dell'11 settembre 2001 è stato inserito nelle liste delle organizzazioni terroristiche e perciò datosi alla clandestinità in Turchia.
Abbiamo così preso accordi con alcuni ragazzi per essere accompagnati la sera nelle periferie curde di Istanbul per prendere parte alle celebrazioni di festeggiamento del Newroz. Nel pomeriggio, mentre passeggiavamo in via Istiklal, proprio davanti al MKM (Centro Culturale Mesopotamia), punto di riferimento culturale per i Curdi a Istanbul, ci siamo imbattuti in un estemporaneo e rapido episodio di protesta organizzato dall'MHP (Partito del Movimento Nazionalista) di estrema destra. Oltre agli slogan contro la minoranza curda e ad un comizio improvvisato che accennava alle operazioni di guerra dell'esercito turco svoltesi nelle settimane scorse in territorio del nord dell'Iraq (il cosiddetto Kurdistan iracheno, dove il PKK ha organizzato le proprie basi), ci siamo imbattuti in un'anziana signora il cui figlio, militare turco, ha perso la vita in queste operazioni.
Verso sera siamo quindi ritornati alla sede del DTP dove insieme a Mehmed ci siamo recati in autobus nel quartiere "Primo Maggio" all'estrema periferia sud della città. Siamo arrivati dopo 2 ore di viaggio a causa anche dell'intenso traffico e abbiamo assistito ai festeggiamenti. Qualche centinaia di persone intorno a un fuoco danzavano in tondo al suono di un flauto ad ancia e di un tamburo. I ragazzi giovani, più agili, dopo aver preso la rincorsa si lanciavano con un salto attraverso il fuoco. Di tanto in tanto venivano gridati slogan inneggianti il PKK e Abdullah Öcalan. Qua e là qualche bandiera del DTP. Alcune donne erano vestite in abiti tradizionali. Qualcuno portava la kefiah palestinese. Ricorrenti anche i simboli marxisti.
La gente del posto è stata molto ospitale e ha considerato spontaneamente la nostra presenza un segno di solidarietà nei confronti della causa curda. Tramite Mehmed abbiamo fatto conoscenza con alcuni ragazzi del posto. Verso le 10, quando ormai i festeggiamenti erano terminati e la gente era tornata alle proprie case, ci siamo mossi per fare rientro a Taksim. Alla fermata del "dolmus" (un piccolo autobus privato) che non passava mai, ho provato invano a fermare qualche taxi perché ci portasse almeno un po' più verso il centro della città, magari ad una fermata dell'autobus pubblico. Mehemd mi ha dissuaso rassegnato:
<<E' inutile che ci provi, non si fermerà nessuno. Quelli non sono veri tassisti, sono poliziotti. Girano qui intorno per controllare la situazione>>.
Fino al 2000 i festeggiamenti del Newroz erano proibiti dal governo turco e centinaia di migliaia sono stati i Curdi arrestati e torturati perché sorpresi nei festeggiamenti.
Mehmed è un ragazzo di 18 anni, studente matricola di chimica ad Istanbul. E' un Curdo, ma la propria lingua stenta a comprenderla, perché è cresciuto ad Istanbul e ha sempre parlato il Turco. Il suo Inglese non è sicuro, ma in qualche modo ci siamo capiti. Ormai quasi giunti a piazza Taksim (nel frattempo era passato il "dolmus" e infine avevamo preso anche un autobus), Luca ha chiesto a Mehmed:
<<Ma qual è la tua facoltà?>>.
<<Chimica>>.
<<Caspita, dev'essere difficile come materia..>>.
<<Mah, a dire il vero io non frequento..>>.
<<Ah, studi da casa..>>.
<<No, non studio proprio, faccio il rivoluzionario..>>.
Luca è rimasto un attimo spaesato dalla risposta: che significa "faccio il rivoluzionario"? Per noi nati tra gli anni '70 e gli anni '80 in Italia "fare il rivoluzionario" significa in fondo tutt'al più fare il "media-attivista", partecipare ad assemblee e cortei, insomma siamo molto rivoluzionari "dentro". Sentirsi dire "faccio il rivoluzionario" è una frase difficile da collocare per noi. Luca ha quindi ripreso:
<<In che senso..?>>.
<<Settimana prossima parto per il Kurdistan, mi arruolo tra i guerriglieri del PKK..>>.
L'autobus aveva già aperto le porte. C'è rimasto il tempo per i saluti. Mehmed, che comunque è un nome di fantasia (ammesso che il nome con cui ci ha detto di chiamarsi fosse vero), si era già dileguato. Forse non lo incontreremo mai più.
Ci ha lasciati così, a balbettare le nostre fragili certezze sgretolate tra la folla ubriaca di baldoria di Taksim.
Abbiamo quindi raggiunto Öhzan e gli altri ragazzi in un locale lì vicino. Ci hanno raggiunti anche Christina e Senem che verso mezzanotte hanno poi preso un autobus per l'aeroporto e sono partite per tornare in Germania.
Verso l'1 anche Luca ed io ce ne siamo andati, provati dalla giornata. Abbiamo ripiegato entrambi a casa di Kenan che abita nella zona dove abbiamo incontrato Gabor, l'Ungherese appena rientrato dall'India e segregato in casa in questi giorni per via di un'influenza di viaggio.
Questa mattina ci siamo alzati presto Luca ed io e insieme ad Öhzan (che ci ha aiutato nella traduzione dal Turco all'Inglese) siamo tornati alla sede del DTP dove abbiamo incontrato alcuni responsabili del partito. Il governo turco ha chiesto al DTP di dichiarare il PKK un parito terrorista e ha minacciato di dichiarare lo stesso DTP terrorista e fuorilegge qualora rinunci a farlo. Questa mattina i responsabili del DTP di fronte a noi sono stati piuttosto espliciti: "Il PKK è espressione del popolo curdo". Di conseguenza siamo legittimati a pensare che dal momento che il PKK è entrato in clandestinità in quanto dichiarato fuorilegge, ogni Curdo turco potenzialmente può essere un membro del PKK, forse anche gli stessi membri del DTP.
All'uscita abbiamo fatto un giro con Öhzan per le traverse di via Tarlabasi abitate soprattutto da Curdi e ci siamo fermati a chiacchierare con alcune persone. A mezzogiorno Luca ha preso un autobus da piazza Taksim ed è andato in aeroporto per rientrare in Italia. Öhzan e io ci siamo quindi incamminati verso Karaköy da cui abbiamo preso un traghetto per Kadiköy.
Questa sera Öhzan e il fratello Çagdas sono andati a Izmit a trovare i genitori, io sono da solo a casa. Domattina mi alzo presto e vado alla manifestazione indetta dal DTP per festeggiare il Newroz. Sono attese almeno 300mila persone.
Il volo di ritorno è stato fissato quindi per mercoledì 26.
Qualche giorno fa Khaldoun mi ha chiamato da Roma per realizzare un'intervista per il suo programma radiofonico "Scirocco". Si può ascoltare QUI.

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