Sottovento e controvento --- 25 - 11 - 07 - MILANO

Forse è l'aria milanese, piovosa e inquinata, a condurmi in questa sorta di letargo vigile. Da New York nel frattempo si è tornati, con pagine d'agenda fitte di contatti e ricordi che stanno dietro a un porta aperta e richiusa, ormai tornati in una realtà a suo modo tanto lontana.
In questi giorni di silenzio le occasioni per intervenire non sono mancate, ma alla fine è prevalso, come scritto, un umore letargico, ben giustificato dal duro lavoro, ma forse ancor di più da un'atmosfera vaga e indefinita ma micidiale. "Cantami di questo tempo, l'astio e il malcontento di chi è sottovento"... Con un po' di ironia, si può dire che c'è differenza anche a stare "sottovento" o "controvento".
"Controvento" dà l'idea sì di trovarsi a dover lottare con i venti contrari, ma lascia aperta la questione sulla natura del vento, che si suppone e si immagina sia un vento tutto sommato pulito, magari in spazi aperti, di montagna o di mare, quindi aria pulita. "Sottovento" lascia immaginare subito che quel vento in realtà non sia così pulito, carico di informazioni olfattive quantomeno, oppure proprio gas nocivi o anche liquidi o cose spazzate via. Tant'è vero che il verso di De Andrè prosegue: "...e non vuol sentir l'odore di questo motor". Ah, che bel verso per raccontare Milano!
E uno, sottovento, che può fare se non cercare di ripararsi, chiudersi sotto il bavero, cercare gli angoli, non farsi vedere? E' quello che può fare se non vuole cominciare a metabolizzare "astio e malcontento", rendendolI parte della propria carne, fin dentro le ossa, quasi nel codice genetico. Ed è così che poi diventano sistema e moneta di scambio quotidiana. Niente di personale, è inutile fare i permalosi, occorre farsene una ragione, qui funziona così. Anche da chi non te l'aspetti. Non sono passati ancora 3 anni da quando ho lasciato questa città, eppure mi sembra tutto così insensato e alieno. Questo per dire che, sì, mi sento "controvento", ma non ho astio per nessuno e il malcontento è solo un motivo per ripartire, non certo per boicottare chi mi sta intorno.
Anzi, ne approfitto per scusarmi con tutti coloro che mi hanno scritto messaggi o missive in questi giorni a cui non è pervenuta risposta.
Tornerò presto a scrivere sulle altre cose. Fino al 20 di dicembre ci sono delle settimane scoppiettanti.
Intanto mercoledì sarò ad Avellino, una fuga di 24 ore da questa Milano.
All'incontro, presso l'Aula Magna del Liceo Scientifico "P.S. Mancini", interverranno il Dirigente Scolastico prof. Giuseppe Gesa e il prof. Antonello Petrillo, docente di Sociologia presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Alessandro Di Rienzo e Michelangelo Severgnini in qualità di autori di "Ist'imariyah" che sarà proiettato nel corso dell'incontro.
Ecco la presentazione dell'iniziativa dalle pagine in rete di Irpinianews.

sviluppato dalla MFM - ottimizzato per una visione a 1024x768 su Mozilla Firefox