E alla fine il momento è arrivato. Domani, in barba ad ogni tentennemento, si fa rotta verso l'Italia, dopo 45 giorni di nord Europa. Con l'autunno arrivato, quello meteorologico, come le rondini sverno verso Sud. Ma, devo confessarlo, qualche ripensamento è sempre in agguato. Per esempio, dal sito "chiaianodiscarica.it", riporto queste righe: "In Germania la raccolta differenziata si fa anche nei supermercati. Inserendo una bottiglia di plastica, la macchinetta per la raccolta ti restituisce fino a 20 cent. Diciamo che, recuperando 100 bottiglie di plastica al giorno, si potrebbero guadagnare anche 20 Euro. Al mese fanno 620 Euro. Fa bene alla tasca, fa bene all’ambiente. Magari a qualcuno di noi, guardando questo video, è venuta voglia di partire in quel di Germania…". Carissimi, a dire il vero c'è chi restituisce anche 25 o 30 centesimi di €.
E io che ho passato almeno un mese da queste parti, francament, a malincuore, confermo. Una delle prime parole che ho imparato in tedesco è "pfand". Devo ammetterlo, non saprei esattamente come tradurla in italiano, ma il concetto mi è chiaro. Forse si potrebbe tradurre con un "vuoto a rendere", espressione così inusuale e cacofonica in italiano, e comunque nemmeno sarebbe una traduzione esatta. Perché quando su una confezione qui si legge "pfand" (quasi su tutti i prodotti) significa che se la si riporta, ridanno una parte dei soldi. Come si fa a non ricordarsi una parola del genere?
Intanto il "Jatavenne day" si è consumato con la solita grancassa dei media che hanno parlato di agenti feriti e violenti in azione. Insomma, l'autunno è iniziato!
Però, tra chi a malincuore fa ritorno al suo Paese e chi si getta a testa nuda contro i manganelli della polizia, c'è anche chi in una remota caserma turca cerca di sopravvivere ai propri arrovellamenti mentali. E' da qualche settimana che non riportavo più nessuno scritto di Bandit. Beh, non solo ce ne sono ben 2 da proporre questa volta, ma ho deciso di creare una sezione apposita, con un piccolo cappello introduttivo.
Prima di indirizzare alla pagina, riporto però alcune righe che Stefania, che ha trascorso diversi mesi in Turchia, mi aveva scritto alcune settimane fa a riguardo. Buona lettura:
<<Temo che generalmente da noi si faccia un po' fatica a comprendere cosa significhi la leva per i ragazzi turchi, specie per quanti coltivano idee che poco si conciliano con la dimensione militare. Molti amici me ne hanno parlato, in molti di loro ho visto vera angoscia in prossimità della partenza, tutti hanno pensato ai più improbabili metodi per evitarla, e sono rimasta sinceramente allibita quando uno di loro, omosessuale, mi ha raccontato che per essere esonerato dalla leva (questo gli han detto gli uffici preposti) avrebbe dovuto portare "inconfutabili prove" dei suoi orientamenti sessuali, roba tipo fotografie, video e simili! Di queste prassi avevo letto qualcosa sui giornali in passato, ma sai, quando poi guardi negli occhi le persone è altra cosa...>>.
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