In ritardo per l'estate --- 17 - 08 - 2008 - DRESDA (GERMANIA)

Un tenace sole nordico sta cercando di rendere estiva la giornata filtrando dalla finestra.
<<Sono arrivato tardi per l'estate?>>.
<<Ehm, sì, sento già l'odore dell'autunno>>.
Così commentava solo ieri Antonio, a Monaco di Baviera.
Il viaggio verso Nord è cominciato. La motocicletta poderosa (aggettivo, nel senso che dopo tanta strada ancora ha la forza di andare) mi ha portato fino a Dresda senza batter ciglio, nonostante le 2 giornate di viaggio sotto la pioggia. Forse a lei non dispiace nemmeno, sembra che si diverta, la spia dell'acqua fissa su temperature da riposo nonostante l'andatura d'autostrada. Il freddo le piace. Va bene, ogni tanto anche a me, ma è la pioggia fredda che dà fastidio.
Ma oggi tutte le parole belle sono per lei, per "l'Alato cavallo metallico". Ieri in località Lanzendorf, 30 km prima di Hof, il contachilometri ha fatto il giro. Significa che nella sua vita ha macinato più di 100mila km. Era il 1999 quando è stata messa su strada. Io l'ho comprata usata 2 anni dopo a circa 2mila  km. Significa quindi che almeno 97mila li abbiamo macinati insieme in circa 7 anni. Ancora non sto realizzando del tutto.
Siamo partiti ieri da Milano, ai piedi avevo ancora i sandali e indossavo una maglietta nonostante l'aria fosse già di pioggia. Infatti sentivo un po' freddo, ma per il primo tratto ho tenuto.
A Brescia ho deviato verso il lago di Garda, ma per un errore mi sono  trovato sul lago d'Idro, in mezzo ai monti. Qui ha cominciato a piovere. Ho indossato scarpe, maglione e impermeabile, poi i guanti. E ancora sentivo freddo. Un anticipo di freddo del Nord. Ma il paesaggio meritava questo fuori-programma. Sono sbucato a Riva del Garda ed è rispuntato il sole e poi ho tagliato verso Rovereto. Da lì mi sono immesso in autostrada direzione Brennero. Quindi Innsbruck in Austria e infine, verso le 18, arrivo a Monaco. Gli ultimi 100 km ha ripreso a piovere, gli ultimi 30 era proprio un diluvio e la strada quasi non si vedeva.
Ad attendermi a Monaco c'era Antonio, un ragazzo italiano del Lazio che vive in Germania da 15 anni. Ci siamo conosciuti alcune settimane fa a Palermo, durante il festival "Sole e Luna", lui ha vinto il premio per la miglior regia con il documentario "The virgin of Palermo", che purtroppo ancora non ho visto se non per alcuni spezzoni che mi sono sembrati molto belli. Ma ho qui con me il dvd ora e lo vedrò presto.
Ieri mattina ci siamo poi fatti un giro per la città in bicicletta. Il tempo era variabile, ma gli ultimi giorni di pioggia hanno sensibilmente abbassato la temperatura al di qua delle Alpi. 
Era strano raccontargli dell'Italia, intravista dalla rete in tutto lo splendore del declino. Un conto però è visitare i siti dei quotidiani e un conto è il racconto fresco di chi in Italia ancora ci vive e da lì sta arrivando. Era strano perché strano era percepire la sua nostalgia per un posto che non c'è più, quell'Italia di 15 anni fa, forse già minata, ma esternamente bella come oggi non lo è più.
<<Ma possibile che non si possa fare nulla?>>.
<<Eh, e cosa vuoi fare?>>.
<<Il conflitto di interessi e la legge elettorale. Cominciamo da questo. Sono le 2 cose per cui all'estero vanno pazzi per l'Italia. Pazzi, nel senso che quando sentono queste cose vanno fuori di testa e non capiscano come noi possiamo ancora tollerare tutto questo>>.
Dai siti in rete Antonio la intravede bene l'Italia. Ma anche la critica tedesca non lo lascia solo, l'Italia è davvero sotto osservazione un po' ovunque in Europa, la preoccupazione cresce. Sto cercando di leggere un reportage dall'Italia della rivista mensile tedesca Neon, si intitola "Ciao Bella". Trovo che gli analisti stranieri siano a volte un po' rozzi nel descrivere l'Italia, ma è comprensibile per chi non è Italiano. E certamente lo si può perdonare in cambio della franchezza e dell'equilibrio, qualità che il giornalismo italiano ha perso da tempo immemore.
Insomma, il giro in bicicletta si è protratto per alcune ore. La bicicletta merita una menzione, aveva il freno a catena, ossia si frenava pedalando al contrario, cosa che lascia pensare fosse stata usata addirittura prima della guerra. Pedalando in avanti e qualche volta indietro per non investire qualche pedone (l'unico rischio sulle chilometriche piste ciclabili, dove il ciclista diventa un potenziale pericolo e non una potenziale vittima come sulle strade italiane) siamo arrivati in un "Biergarten"  (giardino della birra) lungo l'Isar (il fiume che attraversa Monaco) dove ci siamo fatti un pranzettino chiacchierando davanti a un buon boccale. Alla fine sono partito da Monaco per Dresda un po' tardi, solo verso le 16 di ieri. Infatti c'era un'altra cosa che mi tentava a Monaco, la collezione di vinili di Antonio: straordinaria! Dischi originali di Victor Jara, Joan Armatrading, Renato Carosone, Sergio Endrigo, i brasiliani del Tropicalia, Ali Farka Tourè, Fela Kuti. Ci siamo ripromessi di rivederci per il viaggio di ritorno, sempre che nel frattempo lui non salga a Berlino.
La pioggia è tornata anche ieri nel finale del viaggio, negli ultimi 50 km. Ad un certo punto all'orizzonte una nube di foschia densa è apparsa dai boschi di conifere e ci ha inghiottiti. Lei, la moto, stava bene anche così. Io qualche imprecazione non ho potuto trattenerla. Ultimi chilometri a visuale ridotta sotto una pioggia battente e ingresso in città. La casa di Christina l'ho trovata in un attimo, o lei ha trovato me. Ci sono passato davanti e l'ho superata, per poi accorgermi che quel posto mi sembrava familiare.
Cena con una squisita zuppa di cavolfiori. Solo un'altra volta mi era capitato di mangiare zuppa ad agosto. Quella volta ero a Vilnius, in Lituania, nel 2005.
Tra poco andiamo alla gara di anatre nell'Elba, il fiume che attraversa Dresda. Solo che le anatre sono pupazzi e navigano grazie alla corrente del fiume. Centinaia di anatre di plastica gareggiano da un ponte all'altro, così mi hanno spiegato. Ognuno può affittarsi un'anatra e partecipare alla competizione. I soldi sono devoluti. L'organizzazione promette di recuperare tutte le anatre dal fiume per evitare che diventino plastica nella natura e se lo dicono i Tedeschi c'è da fidarsi (di solito). Mi pare un'ottima trovata per ovviare alla solita tombola o all'estrazione della lotteria.
Nel frattempo qui, come dicevo, è spuntato un sole tenace del Nord. Ma forse, per l'estate, sono arrivato in ritardo. 

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