Riso, pepe e ceci --- 15 - 11 - 2008 - ISTANBUL (TURCHIA)

<<Io solo, qui, alle quattro del mattino, l'angoscia e un po' di vino e voglia di bestemmiare (..). Ma se io avessi previsto tutto questo (dati causa e pretesto) forse farei lo stesso (...)>>.
Ma che ne sapete voi dell'odore di carbone nell'aria verso casa in piena notte? Che ne sapete di un amico georgiano di nome Ceyhun che suona il clarinetto come un dio? Che ne sapete di Firat che ha comprato una grammatica turca perché vuole insegnarmi questa benedetta lingua? Che ne sapete di Meral che mi dice "bentornato" e intanto pensa alle ore assolate sotto agli ulivi sulla costa occidentale turca lo scorso giugno?
Ceyhun, Firat, Meral: bentornati voi! 
E poi concludere la serata con un piatto di riso, pepe e ceci per strada o magari una "pita", qui detta anche "börek", insomma una torta salata assaggiata per la prima volta 12 anni fa in Bosnia.
E che dire di Özgür che dice (un po' ubriaco, certo, ma a notte fonda): <<I Krosmos sono una pietra d'angolo per noi>> (giuro, se non ne vengo a capo questa volta vado a coltivare patate)?
E Ceyhun che fischietta il tema di "Mediterraneo" di Salvatores e si meraviglia che sia un film italiano: ma certo, da dove credi che proveniamo noi?
<<In tempi come questi la fuga è l'unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare>>, Henri Laborit, sempre lui, citato nel film.
Stamattina sotto al Consolato italiano per manifestare contro il decreto-legge Gelmini: 25 studenti italiani, la quasi totalità dei presenti a Istanbul. L'Onda è arrivata fin sul Bosforo.
Ma quale fuga? Non mi sono mai sentito a casa come ora..

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