Rifiuti e rifiuti --- 16 - 01 - 08 - NAPOLI

Neanche il tempo di posare lo zaino e da Roma mi sono spostato subito a Napoli. Sto girando un breve servizio per l'emittente americana "Current tv" sull'emergenza rifiuti in Campania. Sono davvero impressionato e scosso da ciò che ho visto e sentito in questi giorni. La superbia dei politici ormai non mi stupisce più, nemmeno il loro senso di onnipotenza e impunità. Ma qui a Napoli si sta veramente esagerando. Il presidente della Repubblica Napolitano ha affermato ieri che "la situazione è stata enfatizzata". La colpa può così tornare sugli abitanti intossicati, contaminati e sempre più colpiti da forme tumorali per le discariche abusive gestite dalla Camorra e tollerate (perché di fatto così è) dalle istituzioni. Soprattutto la colpa può tornare ai pastori del casertano le cui pecore sono state abbattute fino all'ultimo capo in quanto contaminate fino al midollo da diossina e simili. In attesa che questo e altri agenti chimici non risalgano piano la catena alimentare provocando un genocidio. Intanto l'esercito è in arrivo per presidiare le discariche contro la volontà dei cittadini: qualcuno qui parla di colpo di Stato.
Un'altra cosa oggi mi colpisce. Avevo programmato il rientro a Roma per domani sera. Avevo già annunciato a questa emittente di San Francisco la mia idea di recarmi alla Sapienza giovedì in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico alla presenza del papa Ratzinger per un'ulteriore corrispondenza. Ho concluso questo pomeriggio una mail a loro inviata con queste parole: "sempre che il papa all'ultimo momento non disdica". Avevo appuntato questa giornata sull'agenda ormai da un po' di tempo. Avevo ben presente la lettera del professor Marcello Cini, professore emerito di Fisica teorica presso l'ateneo romano, comparsa lo scorso 14 novembre sulle pagine del quotidiano "manifesto" e di recente sostenuta con una lettera rivolta al rettore dai colleghi docenti. Ma ormai, francamente mi ero rassegnato all'idea che Ratzinger intervenisse alla Sapienza. Come saprete la presenza di Ratzinger è stata disdetta qualche ora fa da un comunicato del Vaticano.
Ci ho pensato un po' in queste ore e francamente devo ammettere che un po' sono dispiaciuto dall'esito della vicenda. Quest'oggi studenti hanno occupato la sede del Rettorato presso l'ateneo romano, chiedendo di sospendere la prevista visita di Ratzinger presso La Sapienza e passeranno questa sera come facinorosi sui telegiornali nazionali. La stessa cosa era stata chiesta, appunto, attraverso un appello rivolto al rettore Renato Guarini e sottoscritto da 60 docenti. Benché dispiaciuto, a cose fatte, dell'annullamento della partecipazione di Ratzinger, ammetto di non ritenere di avere alcuna facoltà di esprimere un parere tantomeno una decisione; tuttavia, per quel che vale, un parere lo esprimerò. Numerosi studenti e docenti della Sapienza hanno manifestato una sensibilità contraria all'intervento di Ratzinger che io posso condividere e in primo luogo rispettare. Detto questo, ripeto, non mi sarebbe spiaciuto vedere Ratzinger parlare alla Sapienza. Perché lo impongono le regole non scritte del dialogo sociale? Bah, mi pare una consuetudine comune non sempre condivisa da Benedetto xvi, spesso proteso nelle invasioni di campo, quindi non è per questo. Per evitare le accuse di censura? Bah, non credo che il papa senta la mancanza di spazi di comunicazione, il suo messaggio veicola abbondantemente bene senza aver bisogno di un'ospitata alla Sapienza. Dunque, penso, a questo punto, esistente un invito (fuori luogo, è possibile) del rettore dell'ateneo, bene: che si facesse parlare questo papa, che ogni volta che si trova di fronte ad un importante palcoscenico mondiale, scivola da solo nel ridicolo (o irrita, sì, quelli troppo suscettibili). Il mio modesto parere è questo: ogni occasione è buona per tirare fuori questo papa dalle stanze vaticane, perché è lì, nella mancanza di confronto, nel gelo del dogma che le sue tesi ghiacciando si espandono. Al contrario è al calore del confronto con il mondo che le sue tesi si sciolgono e nel migliore dei casi si rimpiccioliscono. Offrirgli la possibilità di una vittoria senza combattere (perché così io leggo questa improvvisa disdetta), questo è stato, a mio modesto e insignificante parere, un errore. Aver evitato a Ratzinger un altro scivolone mondiale può essere un lusso eccessivo. Sono convinto che lui temesse questo appuntamento e pertanto non gli deve essere sembrato vero poter disdire e incassare contemporanemente la solidarietà di pressoché tutti.
Infine desidero segnalare che venerdì 18 alle ore 21 presso il circolo ARCI "Arcobaleno" in via Pullino 1 alla Garbatella a Roma si terrà la proiezione di "Isti'mariyah" alla quale sarò presente. Desidero pertanto invitare quanti nelle vicinanze fossero interessati a partecipare alla serata.
 

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