Ricomincio da 3 --- 03 - 03 - 2008 - ROMA

Non potete immaginare il conflitto interiore che sta maturando dentro di me. In realtà, a guardar bene, è molto più maturo di quanto possa sembrare. Il passaggio televisivo de "La grande paura?" domenica sera su RAI3 ha lasciato devastazioni in quel campo dove crescevano da alcuni anni le mie speranze di contribuire nel mio piccolo ad una tv democratica, giusta, di ricerca, anche poetica. E mai come prima mi è sembrato di vedere 2 film diversi, ad ogni cambio di scena, tra quelle che erano le immagini da me create e girate e le altre. Mi pento delle leggerezze di questo recente passato. Non darò mai più la possibilità ad altri di montare e aggiustare ciò che io giro, non darò mai più ad altri la possibilità di usarmi come foglia di fico per legittimare il proprio qualunquismo subdolo e razzista. E non voglio essere complice perché non ho nulla da spartire con questo modo di pensare né da guadagnarci. E' un atto di rispetto nei miei confronti e nei confronti della sensibilità delle persone che come me la pensano. Sono di fronte ad una disfatta. Ora ho bisogno di cambiare aria, perché ciò che è maturato in me a tempo debito troverà il modo di tradursi in nuove scelte che possano mettere rapidamente alle spalle questo triste episodio.
<<Ho visto stasera su RAI 3 qualche scena del film "La grande paura", non ho resistito molto per la pena che provavo e sono qui a scrivere. Leggo sul programma di Berlusconi a pag 13 de La Repubblica di oggi: "allontanamento di tutti coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare residenza"...Dove saranno allontanati i Rom? Torneranno nel fango dello slum di Svinia? Saranno cacciati di città in città dall'Europa fino ad arrivare alle coste dell'Atlantico e lì si lanceranno in mare? La paura serpeggia nei ricchi paesi dell'Europa occidentale ma di chi è la responsabilità? Dei poveri dell'Est o dell'egoismo e della miopia dell'Ovest?>>.
Questo è un commento che ho trovato in rete. A settembre scrivevo che il razzismo nasce dalla mancanza di coraggio di chiedersi "perché". In tutto ciò che faccio, in tutto ciò in cui mi imbatto, mi chiedo sempre "perché". Se ha un senso fare qualcosa, quel senso è capire, ricercare, andare oltre. L'intrattenimento per luoghi comuni spacciato per "inchiesta".. dio mio, fino a questo dovevo arrivare!! Se questo è il mio debutto in RAI, è meglio che torno a fare documentari che non vedrà nessuno, perlomeno non faccio disastri o non mi rendo complice.
Mercoledì 5 marzo alle ore 19,45 sarò presente a una proiezione di "Isti'mariyah" allo Spazio Oberdan, in piazzale Oberdan a Milano, come fuoriconcorso al festival "Sguardi altrove". Ricomincio da qui. Il 13 marzo poi torno a Istanbul. Poi Bari, Vicenza e altri viaggi all'orizzonte che capitano proprio al momento giusto.
Questa è invece l'ultima puntata radiofonica del programma "Scirocco" condotto dall'amico Khaldoun, in cui insieme a Matteo Pasi sono stato intervistato sul mestiere del documentarista indipendente a spasso per il Mediterraneo.
E dunque: "Chi parte sa da cosa fugge, ma non sa che cosa cerca", qualsiasi cosa, purché lontano da questa tv. E quindi ricomincio da 3 anch'io, dai miei 3 lavori indipendenti, e da qui proseguo.

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