Reduce da un'altra serata di quelle che il giorno dopo al risveglio (un po' arrancando) sì ha l'impressione che i discorsi, le facce, le situazioni della sera precedente non li si scroderà tanto presto. C'era una festa per la partenza da un appartamento, chi si trasferisce a Berlino (una Tedesca e uno Spagnolo), chi se ne parte per Caracas (una tedesca). C'erano Tedeschi, ovvio. Poi in ordine decrescente di presenza, Spagnoli, Italiani, Argentini, Messicani. Tedeschi che parlavano lo spagnolo e l'italiano, Spagnoli che parlavano il tedesco e l'italiano e Italiani che parlavano lo spagnolo e il tedesco (non io però). In casi di emergenza, per formare gruppi linguisticamente omogenei, si poteva sempre far ricorso all'Inglese. Alle 3 la musica era ancora altissima, la porta dell'appartamento aperta sulla tromba delle scale per chi passando avesse voluto farsi una capatina all'interno. Nessun vicino a protestare. Mentre tra poco si va al parco a "Neustadt", partita a calcio tra i reduci della serata.
In pratica 11 giorni fa questo piccolo diario di bordo ha superato l'anno di esistenza. Non lo si è voluto celebrare, ma a distanza di qualche giorno mi pare giusto ricordarlo. Come tanti sassolini ciascuna delle pagine di questo diario stanno lì a tracciare il percorso fatto. In modo che in qualsiasi momento si possa anche decidere di ritornare sui propri passi, solo per un attimo, solo per vedere com'era il mondo visto solo qualche mese fa e come invece è oggi, se è lo stesso, se è più piccolo, se è come ce l'eravamo immaginati. Come un Pollicino ci si avventura ancora per il bosco, certamente un'altro po'.
Ma oggi c'è anche un'altra storia che vorrei raccontare. E' una storia che assomiglia anch'essa a una fiaba, con tutte le sfumature tragiche e magiche del caso. E' la storia di Bandit, nome di fantasia. E' un ragazzo che ho conosciuto nei mesi scorsi a Istanbul. Ci siamo frequentati molto ed è diventato uno dei miei migliori amici, anzi come un fratello. Agli inizi di agosto ha lasciato tutto per onorare l'obbligo della leva militare in Turchia. Bandit, a dispetto del nome, è un'antimilitarista. Ha provato in tutti i modi per oltre un anno ad aggirare la severa legge turca ed evitare il servizio militare. Più volte era riuscito a scamparla. Alla fine ha scelto di imbracciare un fucile e prestare servizio. In queste settimane è molto triste, all'inizio scoraggiato, il mondo gli sembra essersi messo sottosopra. Mi ha scritto in questi ultimi giorni, da un sgabuzzino della caserma dove è concesso collegarsi alla rete ad esclusione di molti siti oscurati. Abbiamo deciso che quando vuole può scrivere a "kapdkjumb.it" e i suoi pensieri saranno qui pubblicati.
<<Così è venuto il giorno in cui ho perso la mia verginità. Se ho peccato non lo so, ma posso ancora sentire l'odore della polvere da sparo sulle mie dita. Ho sparato 3 colpi ad un bersaglio posto a 25m. E' stato un esercizio quasi perfetto e tutta la maestria del mio gesto mi spinge in un'altra paura: quella di scoprire che fino ad oggi dentro me si nascondeva un tiratore scelto che ha convissuto con me tutti questi anni di pacifismo e di sforzi per la pace. Ma sono sicuro che questi 3 colpi siano stati i primi e gli ultimi della mia vita. Posso vedere la paura e la fanciullezza negli occhi di tutti gli altri ragazzi, che si atteggiano come eroi, si motivano e si mostrano aggressivi. E' con loro che ormai vivo, dormo, mangio. A parole dicono di essere pronti a tutto. Dicono di sentirsi pronti a combattere ovunque se ce ne fosse bisogno. Ma sparare con un fucile è totalmente un'altra cosa. Questi sono tutti ragazzotti della classe media tra i 25 e i 35 anni. Tutti si sono arruolati con motivi diversi, chi ritardando il lavoro, chi le nozze. E anche per l'ultima e la migliore ragione: qui possono esprimere tutto il loro razzismo a ruota libera, possono dire di essere i migliori, dei perfetti patrioti, grandi scopatori e tutto il resto. Piccoli ego che giocano...E ora qui sono più e più felici che mai. Possono raccontare ai loro amici a casa che hanno sparato, che hanno raggiunto il massimo punteggio, magari tra qualche anno prenderanno davvero un fucile e correranno in strada per una qualsiasi ragione che gli abbia dato i nervi, non so... Ci sarebbero così tante cose da dire, così tante cose da fare. Ma oggi ho usato un fucile... Avrò mai più bisogno di farlo in futuro? Dio...>>.