<<Isti'mariyah mostra la grande Storia attraverso piccole storie individuali. Per il dialogo che costruisce, per la capacità di affrontare un tema di forti implicazioni politiche senza fanatismi. Per il filo di speranza sottile che comunque resta nella possibilità di scegliere in quanto individui. Perché interpreta in modo esemplare la tematica del dialogo, una delle finalità che questa rassegna si prefigge>>.
Questa è la motivazione con cui la giuria del "Sole e Luna doc fest" ha conferito il primo premio a "Isti'mariyah".
La trasferta palermitana è passata così intensa e fugace. Una boccata di scirocco in riva al mare. I bimbi palermitani e i bimbi africani palermitani che al tramonto dai giardini del Foro Italico salutano con la mano le navi in partenza dal porto immerse nel tramonto.
Il mondo sembra girare così vorticosamente in questi giorni. E io mi sento immerso immeritatamente (così mi sento) nei miei fatti privati, come se stessi nell'occhio del ciclone, imperturbabile. Sono passato da Roma, ho preso tutte le mie cose e le ho portate a Bari. Se è vero come scrissi che "casa mia" è là dove lascio il contrabbasso, adesso casa mia è a Bari. Non ho lasciato Roma, ma non ha senso pagare un affitto così caro per una stanza in cui solo ci transito, per di più in previsione di non abitarci forse per qualche mese.
Bari al momento è un porto sicuro. Vi si stanno trasferendo Grazia e Mario, mia madre e mio padre. Per lo meno è il posto giusto per scatoloni (libri e cianfrusaglie) e strumenti musicali.
Sono tornato a Napoli per riprendere il montaggio di "Yakamoz".
E intanto il mondo gira sempre più vorticosamente. In queste ultime 2 settimane ci sono stati 2 attentati ad Istanbul. Solo 3 settimane fa scrivevo di un "Bosforo ribollente". Ci provano a incolpare la guerriglia curda, che al massimo si diverte allo spettacolo della rissa tra il fascismo militare e l'integralismo di velluto. Io invece non mi diverto e sono anzi preoccupato per tutti gli amici che là ho lasciato. Anche se a Istanbul ci sono forse 15 milioni di persone, "non è facile saltare su un'autobomba", come dicevano gli amici iracheni a Baghdad. Però sono preoccupato per il restringimento delle libertà individuali di cui tutti dovranno pagare il prezzo in particolar modo coloro che lottano per una società più giusta.
Ma anche dalle nostre parti non perdiamo un colpo. Proprio la settimana scorsa scrivevo della tragedia capitata qui a Napoli a 2 ragazzine rom, Violetta e Cristina Ebrehmovic, annegate in mare tra l'indifferenza dei bagnanti. In quell'occasione l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzo Sepe, si era così pronunciato:
«…immagini di Napoli che non si vorrebbero vedere, perfino più di quelle che hanno mostrato Napoli sommersa dai rifiuti. L'indifferenza non è un sentimento per gli esseri umani e meno che mai poteva essere per Violetta e Cristina già segnata da una vita di stenti: è tempo di parole chiare per Napoli e non vorremmo che proprio l'indifferenza possa profilarsi come una nuova - e più grave - emergenza».
Proprio ieri, un centinaio di migranti scampati alle fiamme del palazzo in cui abitavano nel quartiere Pianura cui estremisti di destra avevano dato fuoco, dopo aver vagato invano per una giornata hanno deciso di occupare il Duomo di Napoli. Leggi QUI il resoconto della giornata di ordinario razzismo.
Beh, che succede, l'arcivescovo di Napoli ha finalmente l'occasione per dare il buon esempio ai Napoletani? Macché!! Ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine le quali hanno preso a manganellate i poveretti e gli antirazzisti italiani che si erano mobilitati in soccorso!!! (GUARDA IL VIDEO) Alla fine il sindaco Iervolino si è data da fare (una volta tanto) per trovare una soluzione (transitoria). E meno male che "l'indifferenza non è un sentimento per gli esseri umani"!! Ma evidentemente per certi cardinali sì. Ieri intorno al Duomo di Napoli sembrava di essere ripiombati in pieno Medioevo.
E mi dovrei stupire? Il mondo gira vorticosamente in questi giorni. Mi sono limitato a un paio di episodi, quando si potrebbero scrivere libri. Non mi stupisco. Mi preparo moralmente a non dovermi stupire di quello che potrà seguire, di chi farà sempre peggio e di chi cercherà i mezzi più efficaci per non lasciarglielo fare.