Piove forte, ma per fortuna la terrazza è coperta. Fa anche fresco, ma è quasi l'1 di notte e c'è pace a quest'ora sopra i tetti di Tarlabaşı. A Istanbul vivono forse 15milioni di persone, eppure nella giornata appena trascorsa ho fatto 2 incontri casuali per strada con persone che conosco. Incredibile!! Questa sera ho accompagnato Phil a suonare sulla strada, a Istiklal. Lui suonava la chitarra e io osservavo, finché è arrivata la polizia e ha detto che se non avesse smesso l'avrebbero portato al comando. Eppure non suonava così male... Ma la poliza turca non conosce mezze misure.
Beh, quando ci siamo mossi, ho incontrato Ulus, un'amico che Firat mi ha presentato lo scorso settembre a Malmö. Quindi lui sapeva che mi sarei trasferito, ma non sapeva che ero già arrivato. Poi, mentre stavamo tornando verso casa, a qualche centinaia di metri, ho incontrato Marco, un amico di Napoli con il quale pure ci saremmo dovuti incontrare a giorni. Mi ha segnalato che venerdì mattina ci sarà un "sit-in", organizzato dagli studenti italiani qui in Erasmus, davanti al Consolato italiano per protestare contro il decreto-legge Gelmini. Così dopo le manifestazioni a Bari, Napoli, Roma e Milano, ora ho l'onore di assistere ad una protesta del movimento anche qui a Istanbul. L'Onda è arrivata fin qui!
Nel pomeriggio mi sono messo seriamente a studiare la lingua turca. Ho studiato i numeri. Quindi poi sono sceso per comprare delle lenticchie e spavaldo ho chiesto quanto costassero, convinto di capire la risposta. Ma invece non ho capito una parola. Quindi il tizio, un giovane, mi ha ripetuto in Inglese. A quel punto gli ho chiesto di ripetermi la frase in Turco, magari più lentamente, non mi davo per vinto. E lui: <<Ah, se per quello non ti ho risposto in Turco, ma in Curdo>>. Ah, ecco perché non ho capito! In questo quartiere siamo tutti in qualche modo esuli, io nel passaporto, lui nella lingua e tutti, in fondo, nell'anima.
Agli incontri di questa giornata vanno aggiunti Martina e Sidar, con il quale mi sono bevuto una birra in un locale qui vicino con piccole stanze però esteso su 5 piani (!) come vuole lo stile architettonico del quartiere.
Ah, e a riprova che questa è stata una giornata in qualche modo magica, è arrivata anche finalmente la fisarmonica per Çağdaş. Questa è una storia. Qualche tempo fa, mi ha chiesto se gli avessi potuto trovare una fisarmonica italiana. E gliel'ho trovata, come diceva lui, rossa e con l'attacco per il "jack". Solo che da spedire costava una follia. Allora mi è venuto in mente di Mesut, un caro amico turco di Milano, che qualche anno fa suonò con i Krosmos. Ora lui ha una ditta di "import-export". Gli ho quindi chiesto se avesse conosciuto qualche autista di camion turco disposto a portarsi la fisarmonica fino a Istanbul. E l'ha trovato!!! E' stata di una gentilezza infinita. E così, finalmente, la fisarmonica è arrivata a destinazione. E Çağdaş è felicissimo. Con i soldi anticipati mi pagherò l'affitto per i primi mesi.
Sta spiovendo, le grondaie gocciolano. E anch'io sono felice.