L'ignavia non è più una virtù --- 05 - 04 - 2008 - VICENZA

In questi giorni sono ospite dei cosiddetti "No Dal Molin", ossia queste centinaia di persone che da oltre un anno qui a Vicenza stanno animando un presidio permanente contro la costruzione di una nuova base militare americana, oltre alla base Èderle e ad altri siti di stoccaggio e deposito armi (nucleari) presenti in zona. Sono giornate molto intense, ma quest'oggi non potevo rinunciare a raccontare ciò che ho visto. Rimando al sito del movimento per approfondimenti che è possibile visitare QUI.
Questa mattina insieme a 2 attivisti del presidio ci siamo recati a Zoldo Alto (1495m), un paesino di poche anime in provincia di Belluno. Nei paraggi, lo scorso 18 settembre 2007, è precipitato un aereo F16 dell'aviazione americana decollato poco prima dalla base militare americana di Aviano per un volo d'addestramento. Chiaramente la notizia è stata riportata dai giornali locali per i successivi giorni, c'è stata un'interrogazione parlamentare avanzata dal senatore Mauro Bulgarelli la settimana seguente con pronta e granitica risposta del Ministro della Difesa Arturo Parisi e poi più nulla. Intanto l'area adesso, a distanza di quasi 7 mesi è ancora sotto sequestro. La dinamica dei fatti ce l'ha raccontata una signora anziana residente in località Zoldo Alto:
<<Erano circa le 6 e 30 della sera del 18 settembre scorso, ero seduta qui davanti a casa, quando da oltre la montagna è sbucato improvvisamente un aereo che sbandava e oscillava come se fosse impazzito. Faceva un rumore strano, sembrava che avesse un guasto. Ho pensato che mi sarebbe caduto in testa perché era del tutto fuori controllo. Invece sarà passato una decina di metri sopra il tetto di casa e poi si è andato a schiantare nel bosco dopo il paese>>.
Per la cronaca il bosco dista meno di 300m dal centro abitato di Zoldo Alto e forse 200 metri dalla frazione Soramaè. In pratica l'aereo ha impattato il suolo a metà strada tra i 2 centri abitati, nel bosco. Abilità del pilota? Macchè! Il pilota, anzi il coraggiosissimo pilota, si è lanciato con il paracadute ben prima del monte da cui la signora ha visto sbucare l'aereo, incurante della traiettoria finale del suo giocattolo di guerra, tanto anche se fosse finita in strage come al Cermis lui sarebbe rimasto impunito, già lo sapeva. Insomma, come dire che la medaglia al valore andrebbe data all'aereo e non al pilota in questo caso!! Lui, il militare americano, è stato recuperato da un abitante del posto che passava di lì in auto ed è stato accompagnato alla caserma dei Carabinieri. Poco prima il suo aereo impazzito aveva rischiato di fare una strage, ma è stato ascoltato solo come persona informata sui fatti, non per tentata strage colposa.
Nei giorni successivi la zona è stata militarizzata da esercito e carabinieri. Numerosi soldati americani erano presenti sul luogo dell'accaduto e hanno condotto le operazioni di rimozione dei resti dell'aereo precipitato. Inizialmente era scattato anche un allarme ecologico per via di una sostanza contenuta nel carburante: l'idrazina. Poi non se n'è saputo più nulla.
Quest'oggi ci siamo recati sul luogo dove l'aereo ha impattato al suolo e dove la bonifica sarebbe avvenuta. La rete di protezione che delimita l'area posta sotto sequestro è stata in parte divelta dalla copiosa neve caduta durante l'inverno. Non solo. Non è raro trovare pezzi d'aereo sparsi ancora per tutto il bosco. Molti di questi stanno addirittura in mezzo ai ciotoli del vicino torrente (dove dalle tracce nella neve si abbeverano i daini) le cui acque poi confluiscono nel Maè che poi più a valle confluiscono nel Piave (il Piave, capito? L'idrazina straniera che passa nel Piave, una disfatta nazionale o che altro è?).
Nonostante questo in tutta la valle regna sovrana l'omertà. Il sindaco di Zoldo Alto ci ha ricevuto (o meglio ha ricevuto i miei 2 compagni, io ero l'intruso), ma non si è sbilanciato ed è apparso in imbarazzo e tutt'altro che felice di ricevere la solidarietà dei "No Dal Molin".
Per le strade del posto la gente è stata ancora più esplicita: "Non si può parlare di queste cose altrimenti la gente, i turisti, si spaventano e non sale più nessuno da queste parti". Ah, ecco. Cioè, non è che bisognerebbe andare ad Aviano a chiudere la base, no: bisogna chiudere le proprie bocche. Ma nessuno è stato minacciato esplicitamente, è solo saggezza popolare! Evviva!!
Ne ho viste davvero tante in questi giorni, ma questa proprio non potevo fare a meno di raccontarla. Questo nostro triste Paese a sovranità limitata, piattaforma di lancio per le testate atomiche (che gli Italiani con un referendum limpidamente ripudiarono), sorvolato da aerei da guerra che ogni tanto cadono o tranciano cavi della funivia (sempre impuniti), un burattino nelle mani degli Stati Uniti. Questo nostro Paese, patria degli ignavi. E tra poco ci saranno le solite elezioni che non cambieranno niente, perché "partito a vocazione maggioritaria" in Italia significa "partito a vocazione servile". La nostra bella costituzione resa carta straccia ancora una volta.
Intanto l'autunno da queste parti si preannuncia caldo. L'obbedienza, ma per essere più precisi, l'ignavia, è davvero la più subdola delle tentazioni.

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