Le lugubri maschere di Napoli --- 21 - 07 - 2008 - NAPOLI

C'è una storia che ha tenuto banco sulle prime pagine dei giornali italiani a metà dello scorso marzo e poi è scomparsa giusto in tempo per evitare che la verità fosse restituita ai lettori. Dinamica assai comune sui nostri "media" nazionali. Ma poi esiste anche una contro-storia. Questa contro-storia non ha varcato i confini della città dove si è consumato l'accaduto, ma anche da queste parti i più hanno preferito (e preferiscono) guardare dall'altra parte. 
La storia è quella della ragazza "rom" di Ponticelli, quartiere di Napoli, di nome Angelica, presuntamente colta nell'atto di rapire un bambino da un condominio non distante dal campo "rom" dove risiede (se accertato, sarebbe il primo caso nella storia!!). Questo episodio, magistralmente collocato nel solco degli atavici pregiudizi e leggende sui "rom" rapitori di bambini, ha scatenato reazioni emotive in tutta Italia al punto che il conseguente "pogrom" messo in atto dagli abitanti del quartiere nei confronti dell'insediamento "rom" adiacente è stato giudicato dall'opinione pubblica nazionale come un atto dovuto e giustificato.
Questa, grosso modo, la storia.
Ma, come dicevo, esiste una contro-storia. Ne parla un "blog" che titola: "Napoli, la 16enne rom accusata di rapimento è innocente", citando la contro-ricostruzione fatta dal gruppo "EveryOne" attivo sul territorio. Questa la ricostruzione:
<<Fin dall'inizio le dinamiche del rapimento non ci hanno convinto, perché chi conosce la palazzina in cui sarebbe avvenuto il reato sa che è praticamente inaccessibile, sia per il cancello che per l'attenta sorveglianza degli inquilini. Vi sono poi discordanze fra le testimonianze della Martinelli, di suo padre e dei vicini. La donna in un primo momento ha dichiarato che la porta del suo appartamento sarebbe stata forzata, poi ha ricordato di averla lasciata aperta. Dopo aver notato la porta aperta, la madre sarebbe andata a controllare la culla, quindi sarebbe tornata verso il pianerottolo dove avrebbe sorpreso - passati almeno venti secondi - la ragazzina Rom con la sua piccola in braccio. Non solo: avrebbe avuto ancora il tempo di raggiungerla e strapparle la bambina. Quindi la Rom si sarebbe mossa al rallentatore, consentendo a nonno Ciro di raggiungerla, afferrarla e schiaffeggiarla al piano di sotto. Alcuni dei vicini hanno riferito alle autorità che Angelica aveva ancora la bambina in braccio, quando l'hanno fermata. Ma non basta, perché nei giorni precedenti al fatto, gli inquilini della palazzina si erano riuniti più volte, con un solo ordine del giorno: come ottenere lo sgombero delle famiglie Rom accampate a Ponticelli>>.
Ma c'è chi abitando nella zona si è spinto anche ad azzardare qualche retroscena. E' il caso del "Comitato Spazio Pubblico" di Scampia. Questi sono alcuni punti interessanti notati dal comitato ed espressi in un comunicato dal titolo "Giù la maschera!! Cosa c'è dietro gli sgomberi e la caccia ai rom di Ponticelli":
<<1) "67 milioni di euro: la Giunta Comunale ha approvato i progetti preliminari per il Programma di Recupero Urbano (Pru) nella zona di Ponticelli. Ora bisogna soltanto fare presto, perché se i cantieri non aprono entro il 4 agosto, vengono revocati i finanziamenti ministeriali”, così scriveva il Corriere della Sera del 22.02.2008. Il primo fatto è dunque questo: se entro agosto 2008 non iniziano i lavori per la costruzione degli edifici previsti, imprese edili e affini rischiano di perdere 67 milioni di euro.
2) A Napoli i clan camorristici si occupano normalmente di edilizia, settore in cui hanno forti interessi.
3) Secondo la ricostruzione fatta dalle Forze dell’ordine e dei principali quotidiani locali, dietro agli incendi dei campi di Ponticelli c’è la mano dei clan camorristici. Dato questo di cui bisogna tenere conto assieme ad altri due: a Napoli si finisce sempre per dare la colpa alla fantomatica “Camorra”; l’intreccio tra Camorra, istituzione, imprenditoria e cittadini è spesso indistricabile.
4) L'Italia sta attraversando un momento politico di grosso cambiamento. La destra ha guadagnato i suoi voti convincendo gli italiani che le città sono insicure, che sono insicure soprattutto per colpa degli stranieri, che solo la destra ha il pugno duro contro gli stranieri. Per capire quanto sia falsa la “questione stranieri”, basta guardare allo spazio destinato da televisioni, radio e giornali agli “stranieri”, e quanto poco viene invece riservato ai problemi reali (disoccupazione, disonestà dei politici…).
5) Lo spostamento a destra della politica, soprattutto in tema di sicurezza, ha riguardato anche i partiti di sinistra. Molti sono stati gli atti e le dichiarazioni degli ultimi mesi da parte di questo schieramento politico, dove è facile rinvenire intimidazioni e volontà di cacciare i rom di Ponticelli (vedi manifesto dei consiglieri PD sul Corriere della Sera del 14/05/08) .
“Quanto portato a termine dai facinorosi” – ha detto il vicepresidente della VI Municipalità – “doveva essere fatto dall’Amministrazione pubblica da un bel po’” (dal quotidiano Roma, 15 maggio 2008)>>.
Intanto sabato scorso, 19 luglio, Violetta e Cristina Ebrehmovic, 2 bambine "rom" di 11 e 12 anni, sono morte annegate davanti alla spiaggia di Torregaveta vicino a Pozzuoli, nell'indifferenza dei bagnanti.
Solo 2 giorni prima il premier italiano aveva annunciato il ritorno di Napoli tra le città occidentali, fatto dovuto alla presunta fine dell'emergenza rifiuti.
Intanto, a Ponticelli, in attesa della "riqualificazione urbana", proprio ieri alcuni camion sono stati sorpresi a scaricare rifiuti proprio sull'area dove prima sorgeva l'insediamento "rom". Questi fermo-immagine sono stati scattati da Luca Manunza.
A parte che io sostengo che Napoli non sia una città occidentale, certo detta così come il premier italiano ha fatto, suona più come un insulto all'Oriente e pertanto a quel po' di Oriente e di Sud che in Napoli esistono. Pertanto un insulto alla città stessa. Ad ogni modo l'emergenza rifiuti non è finita, come testimoniano gli scatti qui sotto. E ammesso che un giorno finisse, quel giorno Napoli sarebbe nel bel mezzo di una ancora più grande emergenza ambientale circondata da discariche e sversamenti tossici abusivi. Quel giorno si sentirebbe molto poco occidentale. Si sentirebbe molto simile a quelle città del Sud e d'Oriente, dove la lunga mano del capitalismo occidentale ha steso la sua ombra di morte.
In ricordo di Carlo Giuliani, ieri, 7 anni da quel maledetto giorno in piazza Alimonda. GUARDA QUESTO VIDEO

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