La neve sul circo --- 06 - 01 - 2008 - DRESDA (GERMANIA)

Quest'oggi ci sono state 2 cose che hanno reso speciale l'ultimo giorno a Dresda: finalmente la prima neve da quando sono in questa città, ossia dal 21 di dicembre! E' stata un'emozione tutta particolare alzarsi presto la mattina e camminare per la periferia tra case nuovissime, palazzi socialisti e qualche rudere dimenticato dalla ricostruzione.
E' sembrato di camminare in un libro di storia, con una bella rilegatura in bianco. A ogni angolo sembrava di sfogliare una pagina, anche se avevo già percorso quegli angoli nei giorni scorsi, oggi si sono rivelati per il significato che portano dentro. E la neve ha messo qualcosa di suo. E' sembrato per un attimo non sfogliare soltanto il libro della Storia, perlomeno quella di Dresda, ma in qualche modo sfogliare anche la storia personale.
Per esempio, alcuni scorci, alcune sensazioni, la neve al mattino presto, il ruzzolone sul ghiaccio a terra, inaspettato e indesiderato fino a quando mi sono accorto che è stato comunque un regalo che ha riportato indietro nel tempo. Come se qui a Dresda, in una città lontana e sconosciuta, ci fossero i significati di posti diversi e che molti di questi mi appartengano.
Qualche settimana fa Martina da Istanbul mi ha scritto. Ecco alcune righe:
<<Ci sono cose che forse non riusciro' a capire mai ed altre a cui gia' non posso rinunciare, ma una cosa e' certa, qui per la prima volta mi sento un po' a casa, magari e' solo perche' cercavo questa sensazione, la bramavo da troppo tempo; la cultura turca ha qualcosa di rude, ma che allo stesso tempo ricorda il senso di solidarieta' e di gentilzza antica che da noi si e' persa e che anche qui pare stia scemando>>.
Certo Dresda è gentile, rude forse no, ma misteriosa senz'altro e anche piena di ombre che sembrano seguire ad ogni angolo di strada. Forse sono gli spiriti dei circa 30mila (?) morti durante il bombardamento alleato della città nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 1945, forse sono i ricordi di una memoria collettiva che sembrano propri, depositati nel mistero stesso dell'essere umano.
Per questo non posso non capire le parole di Martina: a volte i posti lontani fanno sentire a casa perché conservano una caratteristica che era propria del posto in cui si è vissuto e che nel tempo lì si è persa e quindi vagando per il mondo si è come alla ricerca di quella magia che il posto di origine con il tempo ha perso. Dresda mi fa questo effetto. Per strada questa mattina, tra un ruzzolone e una folata gelida di vento dentro al cappuccio, tra un'orizzonte di sterpaglie coperte di primo nevischio circondate da una rete arrugginita tenuta in piedi da fradice assi di legno, mi è sembrato di sentire per un attimo la mano di mia nonna che mi portava alla scuola sotto la neve padana che ormai non ricordo più l'ultima volta che ho visto. Dresda è una città di spiriti.
L'altra cosa che ha reso speciale la giornata è stata il circo. Non molto distante da casa da quando sono arrivato, in uno spiazzo, è piantato un circo. Come ho già scritto sto girando delle immagini qui a Dresda da ormai più di una settimana. Squarci, angoli, situazioni, sensazioni. Sono andato a curiosare al circo. Forse perché è un altro elemento costitutivo della mia memoria remota, un altro angolo d'infanzia. Forse perché Dresda è una città di vita e di morte e il circo ne è una metafora ironica ma spietata, soprattutto per gli animali. Forse perché lo spiazzo dove è piantato il circo sta sotto a un edificio che si chiama Yenidze, che è un vero controsenso: una moschea fatta costruire nel lontano 1908 per essere una fabbrica di tabacco secondo la bizzarra trovata dell'architetto Martin Hammitzsch che per il suo progetto pensò alla prima suggestione esotica che gli venne in mente (immaginiamo se oggi sarebbe possibile una cosa del genere, tra il fanatismo anti-islamico occidentale e la suscettibilità dei musulmani!!). E insomma, il tendone innevato del circo ritratto sotto a una apparente moschea dà un irresistibile spaesamento. E poi il circo è sempre una citazione colta.
Beh, sta di fatto che spacciandomi per un improbabile giornalista di una tv italiana qui a Dresda per un servizio mi hanno fatto girare per i tendoni e regalato 2 biglietti omaggio per lo spettacolo di oggi, l'ultimo qui in città.
E anch'io, insieme al circo, alzo le tende. Domattina presto mi sposto a Berlino per una notte. Martedì torno a Roma. Ma Dresda resta nel cuore e anche nelle immagini impresse nella memoria digitale. Forse presto, chissà, diverranno un corto.

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