Che brutta fine questo 2008. Un brutto colpo. Intanto abbiamo un posto sicuro, un riparo, dove tornare ad organizzarsi, a progettare, immaginare. In questo momento si incassa i colpi. Ma già, per la verità, monta una voglia di passare al contrattacco, di non lasciarsi tramortire ma dare speranza a quello spiraglio di luce che filtra sottile e accecante.
La situazione è questa: le cose accadono senza preavviso, inaspettate ma quando accadono ci si accorge che erano covate e pianificate da tempo. Da altri. E ultimamente non sono belle sorprese. E la velocità con cui accadono dipende solo dalla necessità di non dare il tempo di reazione. Le mie apparenze mortali sono in questo momento a Istanbul, ma il resto vaga in uno spazio indefinito che si estende tra Ghaza e i meandri più nascosti dei miei sentimenti.
Ma noi Mediterranei c'è qualcosa che ci accomuna: le ingiustizie e le menzogne che attraversano le nostre terre. Ciò che si vede è quasi sempre falso. La verità scorre sottopelle, siamo un fiume carsico, forse perché le stratificazioni storiche ci hanno relegato in uno spazio della coscienza riparato. Così la realtà è presidiata da un potere straniero e violento e la nostra anima non soggiorna negli spazi pubblici, ma là oltre i filtri della coscienza dove non batte il sole della "ragione" e del sopruso. Siamo un popolo "underground". Fuori, in superficie, il potere si manifesta con la sua potenza di fuoco e afferma il suo bisogno di conferme distruggendo tutto quello che può. Ma l'anima di Ghaza sta nascosta da qualche parte sotto terra, nelle cantine, nei "bunker" e nei "tunnel", dove le bombe non possono arrivare e il potere, quello straniero, schiuma di rabbia, perché i livelli sono differenti e per distruggere l'anima di un popolo non ci sono bombe sufficienti. Il potere si può accontentare di radere al suolo tutto ciò che si vede. Ma ciò che non si vede, su quel livello, si deve rassegnare alla sconfitta.
"L'essenziale è invisibile agli occhi", e irragiungibile alle bombe. Israele può violare e stracciare il diritto internazionale, può imboccare le veline e manipolare l'informazione in tutti i Paesi servili agli USA, tra questi l'Italia in prima fila, ma dopo che ha seminato ingiustizie e menzogne, si deve rassegnare e inginocchiare di fronte alla dignità di un popolo. In questo Israele non è uno Stato mediterraneo, ma è una spina imperialista conficcata nel fianco del Medio Oriente.
E anche il mio povero cuore, dopo che su di lui sono state gettate ingiustizie e menzogne, lui si è nascosto da qualche parte, ha scelto per ora la strategia del ripiego, ha trovato divertimento nell'"underground", si rimette in sesto, ma sa in cuor suo che ciò che oggi si vede è solo apparenza, solo superficie. E' la furia frustrata e devastatrice di chi, per quante ingiustizie e menzogne semini, non ha nessun accesso all'essenziale e perciò spara un po' nel mucchio senza un'idea precisa, per poi incolpare la sua vittima.
Va bene, tutto è successo cinicamente a sorpresa, ma siamo sopravvissuti e siamo qui. Ci riorganizziamo. Pensate che potevano 4 giornate di bombardamenti su Ghaza spazzare via la dignità di un popolo? No. Allora, potevo darmi per sconfitto io? Facciamo il punto e ricominciamo.
La prossima pagina del "diario di bordo" sarà scritta in Inglese. Forse per un po' di tempo adotterò la scelta mista. I contenuti all'interno del sito resteranno per ora in Italiano e man mano si affiancherà l'Inglese. Contro le ingiustizie e le menzogne dobbiamo far fronte in tanti e occorre un modo per capirsi quanti più possibile.