Il nuovo Medioevo italiano

Ho cominciato a giocare al pallone quando avevo 6 anni e non ho ancora smesso adesso che ne ho 41, amatorialmente. Ho anche giocato a livello agonistico per qualche anno.
Il calcio (quello praticato tra amici nel campetto sotto casa) è un gioco bello, semplice e alla portata di tutti. Per questo attira tante persone. Così facendo diventa spesso, a livelli professionistici e non solo, lo specchio di una società.
A me piaceva anche l'equitazione che ho praticato per qualche anno. Lì le persone erano educate ed istruite, perché per fare quello sport servono i soldi, purtroppo, e non tutti se lo possono permettere (come la cultura in Italia). Quando giocavo a calcio in modo agonistico ho incontrato spesso il ventre flaccido della nostra società. Non ho mai frequentato assiduamente le curve, ma sappiamo quale tipo di laboratorio possono diventare.
Pertanto, dopo l'episodio che ha coinvolto gli allenatori di Napoli e Inter, Maurizio Sarri e Roberto Mancini, con il primo che durante la gara ha apostrofato il secondo con la parola "frocio", che i commenti dei calciofili italioti oggi siano un elogio all'omertà e all'idiozia non mi sorprende e non mi scandalizza, peró mi rattrista. 35 di anni di berlusconismo hanno bruciato il cervello delle persone. Ma è criminale che organi ufficiali sostengano che la pena a Sarri debba essere solo una squalifica sportiva di poche settimane in quanto "frocio" sarebbe un insulto generico (e non discriminatorio) perché Mancini è un notorio eterosessuale (avendo moglie e 2 figli), senza accorgersi che qui il problema non sono gli orientamenti sessuali di Mancini (che potrebbe essere benissimo bisessuale) ma i rapporti con l'intera comunità omosessuale nel mondo e in particolare in Italia. Il falso mito del politically correct che vorrebbe non farci dire le cose che pensiamo, ma che ce le perdona quando ci scappano (specie se su un campo di calcio).
Ma se uno pensa che l'omosessualità sia una caratteristica (per tanto a piacere passiva di sberleffo) anziché una identità, non è questione di non essere politically correct, ma di essere un ignorante che si deve informare, perché il mondo sta camminando, sta correndo, e lui sta intralciando il passo. "Frocio" non è meno di "ebreo" o di "negro". Se Sarri avesse detto a Mancini "sei un ebreo", forse qualcuno l'avrebbe derubricato a insulto generico solo perché Mancini non è ebreo? Questo è il nuovo Medioevo italiano, una società feudale tenuta nell'ignoranza. E questo è un fenomeno che unisce il Paese da Nord a Sud, perché non è una differenza culturale ma una mancanza di civiltà di cui tutta Italia è affetta. 
La collisione avvenuta tra i due allenatori (ma più ancora tra noi Italiani che commentiamo) è tra un'Italia profonda e regredita, claustrofobicamente rinchiusa dentro i propri confini e un'Italia che ha respirato un po' di resto del mondo e che ha tutto il dovere di non tacere.
 
Michelangelo Severgnini 
 

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