Ecco il sole! Nonostante tutto --- 09 - 10 - 2008 - MILANO

Sono successe un po' di cose in questi giorni e io sembro aggirarmi un po' spaesato tra ciò che mi circonda e mi appartiene come se fossi un distaccato testimone (almeno sembro provarci). Sarà l'effetto del prossimo trasferimento ad Istanbul che già occupa sempre più i miei pensieri, sarà perché mi trovo come proiettato alcuni anni fa ritornando a frequentare persone care che da anni non rivedevo (perlomeno tutte insieme), sarà perché Milano, come tutta l'Italia, in questi ultimi anni è davvero cambiata (in peggio, non c'è bisogno di specificarlo, no?), sarà perché un mese e mezzo in Nord Europa mi fanno sentire sempre più irriconoscibile Milano, ma in questi giorni mi aggiro come un estraneo  spaesato nella mia stessa vita, che comunque così male ora non è.
Innanzi tutto domenica scorsa a Vicenza c'è stato il referendum auto-gestito. Sono stato lì, ospite di Enzo, Annetta e Emily, ma in realtà come sentendomi ospite di tutte quelle straordinarie persone che ho incontrato per la strada, ai gazebo, dove si è votato, quasi clandestinamente. Solo il 27% dei Vicentini ha votato. Sì, ma è stata una lezione di democrazia come in Italia di persona non avevo mai vissuto. Naturalmente la stampa ha parlato d'altro, del "quorum" mancato (come se avesse ancora senso parlare di un "quorum" in un referendum giudicato illegale in partenza). Ho provato a raccontare alcune considerazioni alternative sulla giornata raccolte in piazza e le ho stese in un articolo pubblicato in questi giorni sul sito "www.peacereporter.net", DISPONIBILE QUI.
E' stato inevitabile fare paragoni in questi giorni. Tra Milano e la Germania, per esempio. Stanno allestendo l'"eco-pass", un sistema che consentirà l'accesso al centro cittadino soltanto a quelle macchine per le quali sarà pagato un biglietto, per disincentivare il traffico selvaggio. Come a dire che chi ha soldi può circolare, non chi inquina di meno. Come principio mi sembra molto "eco-" ...non è vero? Nel frattempo in città non esiste una pista ciclabile degna di quel nome e i ciclisti sono superstiti a tempo oppure candidati suicidi.  Il confronto è impietoso. Però, l'espressione che più si sente per la strada e si trova scritta sui giornali locali è "ripristino del decoro". Cioè? Ma quale decoro? Dei ragazzi che si siedono in gruppo sull'erba di un parco a fumarsi una canna? E' questo il problema di Milano? E' questo il decoro perduto che la città patisce in questo momento? No, scusate, mi astengo. Tanti saluti e buone cose, ho di meglio da fare altrove.
Un altro paragone era tra la Milano di 10 anni fa e quella di oggi. E per quanto giò 10 anni fa fosse tutt'altro che un modello di metropoli, c'era un'altra aria. Se n'è discusso a lungo con gli amici di quegli anni, alcuni "emigrati" (il termine non mi sembra sbagliato) e in questi giorni qui di passaggio, altri da poco ritornati da lunghi viaggi, altri che qui sono rimasti ma se ne andrebbero volentieri.
Milano è cambiata ancora più in peggio in questi ultimi pochi anni. Come tutta l'Italia. Penso che ci sia stato proprio un mutamento genetico della situazione, del clima civile, delle persone. Penso sia avvenuto il passaggio tra la Civiltà del "mai più!", alla Civiltà del "perché no?". La prima civiltà era cominciata all'indomani della caduta del fascismo e, per quanto 10 anni fa qui a Milano i campi "rom" già venissero sgomberati con le ruspe e gli immigrati e i poveri "senza-tetto" morissero già di freddo senza un ricovero oppure abbrustoliti in una capanna, ancora si viveva nella Civilità del "mai più"! Cioè, si poteva concludere i discorsi, anche se magari ipocritamente, con l'espressione "mai più!". Mai più dittatura. Mai più sfruttamento. Mai più razzismo. Persino mai più "socialisti" (qui a Milano, intesi come truffatori e corrotti). Mai più regime. Mai più fascismo. 
Ora, in questo momento (non so quando sia avvenuto esattamento il passaggio, non lo so dire), siamo già dall'altra parte dello steccato. Siamo nella società del "perché no?". Perché no dittatura. Perché no sfruttamento (magari chiamiamolo in un altro modo, lavoro a tempo, precario, al mero, caporalato). Perché no razzismo. Perché no socialisti (magari anche loro oggi si chiamano in un altro modo, ma sono sempre gli stessi, anche i nomi). Perché no regime. Perché no fascismo. 
Voglio dire che la gente sembra aver deciso di provare a chiedersi: <<ma perché non facciamo tornare un po' di bel sano fascismo? Non le "leggi razziali" (quelle sono identificabili con le leggi che discriminavano gli Ebrei, magari possiamo chiamarle "leggi anti-clandestini", e nel frattempo offriamo l'alibi a tutti coloro che decideranno di appplicarle retroattivamente in forma privata pestando a morte il nero o il Cinese sotto casa). Non l'alleanza con Hitler il dittatore (ma magari con Bush il boia sì, con Putin il sanguinario sì)>>. Questi discorsi sono i più frequenti. <<Ci vuole ordine e decoro>>.
La metà dell'Italia che non è stata imbavagliata perché tanto non aveva niente da dire ha deciso che ci vuole qualcuno che faccia qualcosa. E per le vie della città impazzano le sirene che corrono in ognidove, senza sapere che per quanto correranno veloci, i pregiudizi saranno sempre più veloci di loro.
Però, al tempo stesso, c'è un paragone che invece ha dato riscontri tutto sommato positivi.  E' quello con noi stessi. E' come eravamo noi 10-5 anni fa e come siamo adesso. Non stiamo così male. Siamo più disillusi forse, ma non senza le idee chiare su ciò per il quale valga la pena davvero sperare. Siamo anche più belli, perché il Tempo non ci ha cambiati, anzi ci ha dato il tempo di fare ancor più chiarezza sulle cose davvero importanti. E forse siamo anche meno permalosi, inquieti. E' vero, in qualche modo, è come se l'Inquietudine avesse lasciato il posto alla Gratitudine. E i rimpianti si siano trasformati in impazienza di ricominciare. E' una strana sensazione. Però non è cattiva. Oggi questa canzone mi ha un po' accompagnato. E' una versione di "Here comes the sun" (scritta dai Beatles), cantata qui nel 1971 da Nina Simone. E' proprio come mi sento oggi.
<<Here comes the sun, here comes the sun,
and I say it's all right
Little darling, it's been a long cold lonely winter
Little darling, it feels like years since it's been here
Here comes the sun, here comes the sun
and I say it's all right
Little darling, the smiles returning to the faces
Little darling, it seems like years since it's been here
Here comes the sun, here comes the sun
and I say it's all right
Little darling, I feel that ice is slowly melting
Little darling, it seems like years since it's been clear
Here comes the sun, here comes the sun,
and I say it's all right
It's all right >>.

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