Ecco, sono tornato a casa. In un certo senso. Quartiere di Kadıköy, da Özhan, Çağdaş, Aykut e Seçkin. Ieri sera grande cena sulla terrazza, almeno 20 persone alla fine. Televisore sintonizzato sulla partita Turchia-Germania. A dire la verita' non erano molti a fare il tifo. Anzi, per dirla tutta, molti esultavano ai gol della Germania (in questa casa si fa di tutto pur di contraddire il kemalismo). In compenso ai 2 gol della Turchia il quartiere e' esploso, manco fossimo stati in curva allo stadio, con tutto che la parte antica di Kadiköy e' un posto per intellettuali e studenti. In ogni caso qui si ironizzava sul fatto che i gıocatori turchi da giorni sono stati istruiti a lanciare un appello ai connazionali ad ogni intervista rilasciata ad emittenti turche: "Mi raccomando, se vinciamo non usate armi da fuoco". Infatti qui si usa festeggiare cosi' le vittorie calcistiche, come anche i matrimoni, ossia sparando per aria. E alla fine il morto ci scappa sempre. Ma non e' che nel sud Italia, almeno fino a qualche tempo fa, fosse diverso. In ogni caso la Turchia alla fine ha perso, 3-2, e cosi' niente spari. Allora abbiamo preso a suonare: chitarre, darabuka, flauto, mandolino. Canti turchi, argentini, italiani, iraniani, fino a notte fonda.
Ieri e' stato il 10imo anniversario dell'assassinio di Matoub Lounes, cantautore rivoluzionario berbero algerino. La sua opera e' straordinaria, le sue musiche affascinanti, le sue parole importantissime. Tuttavia Matoub ha quasi sempre cantato in lingua berbera e mi rifugio a pensare che questo se da un lato ha caratterizzato meravigliosamente la sua opera, dall'altro ha penalizzato la sua diffusione. Anche qui a Istanbul nessuno lo conosce (in Italia non ne parliamo nemmeno). Chiaramente quando venne assassinato, il Governo algerino disse che era stata opera dei terroristi islamici, ma pochi ci hanno creduto. Era chiaro che gli unici ad avere interesse a farlo fuori erano proprio quelli del Governo. Una storia gia' sentita. Ma allora era il '98 e in Algeria si sperimentavano quei meccanismi che poi l'Occidente ha mutuato dal laboratorio algerino: alimentare il terrorismo islamico deviato per giustificare la susseguente repressione anti-democratica (vero obiettivo del potere "mafioso e assassino" come dicevano in Cabilia). "Warzigen" (cicala) e' il brano musicale che i Krosmos e Karim Metref hanno dedicato a questo indimenticabile poeta, martire e ribelle. La cicala e' il simbolo di quanti nel Mediterraneo abbiano cantato la dignita' dei popoli e per questo sono stati assassinatı.
"Il ritorno degli Aarch" e' il documentario dedicato al movimento di protesta cabilo.
Stanotte all'1 di notte si parte per Izmir (Smirne) in autobus. Si viaggia di notte. Chissa' se nei prossimi giorni avro' modo di trovare un accesso alla rete e di raccontare del festival. In ogni caso il 30 saremo di ritorno a Istanbul. Con noı ci saranno anche i Bandista, il gruppo degli amici turchi con cui ho registrato alcuni brani in studio lo scorso marzo e che si possono ascoltare digitando QUI. Questa invece di seguito e' la scaletta che eseguiremo, le musiche saranno arrangiate per trio: basso, chitarra classica e sax/flauto. Infine la voce. Ogni brano di seguito e' ascoltabile in precedenti versioni digitando sul titolo (tranne l'inedito "Beslan" e "Ho visto Nina volare" di Fabrizio De Andre'). Suoneremo domani 27 giugno alle 20, per un'ora, al quasi tramonto.
- Beslan
- Ho visto Nina volare