Christinas fünfundzwanzigster Geburtstag --- 02 - 12 - 2008 - DRESDA (GERMANIA)

Immaginate una passeggiata la sera in piazza delle Erbe a Padova nel mese di novembre, magari dell'anno 2006. Immaginate l'aria imperlata di nebbiolina, il freddo pungente, le strade quasi deserte, i portici e il cuore che batte forte. Immaginate una giovane ragazza, una studentessa tedesca, che regge una bicicletta e passeggia al vostro fianco. Immaginate che proprio in quel momento siate sopraffatti improvvisamente dal bisogno di dirle che lei vi piace e sentite che non ci sarebbe nulla in quel momento che potrebbe farvi desistere, trattenervi dal dirglielo.
Immaginate che 3 mesi dopo questa giovane ragazza si trasferisse a casa vostra, a Roma, quartiere Trastevere. Immaginate poi di vivere con lei 7 mesi indimenticabili, come in un romanzo. Immaginate ancora che terminati questi 7 mesi lei ritorni nel suo Paese, per terminare gli studi. E che per i successivi 14 mesi il rapporto non si interrompa, continui con la stessa unicità e lo stesso splendore, nonostante la lontananza, alternata ad alcuni viaggi insieme, in Italia, in Germania, e in altre parti d'Europa e del mondo.
Immaginate infine che 10 giorni prima del suo 25esimo compleanno vi chiami al telefono mentre voi state ad Istanbul per cominciare un nuovo capitolo della vostra vita, per dirvi che l'amore, a furia di essere rimandato, forse s'è perso tra le albe brumose dei vicoli di Dresda.
Immaginate che però, al tempo stesso, lei vi chieda di prendere un aereo e di raggiungerla a Dresda in Germania per il suo compleanno. Immaginate che per un attimo, per alcuni giorni, tutto sembrasse normale. Che tutto sembrasse essere come sempre è stato: un sogno, una magia, un romanzo. Immaginate poi di svegliarvi una mattina tra le braccia di lei e che da qualche parte nei suoi occhi, sotto le ciglia, oltre le palpebre, in fondo alla pupilla voi coglieste qualcosa. Un che di non esprimibile: mentre il suo viso continua a sorridervi, nei suoi occhi si fa luce un qualcosa che vi chiude a tenaglia, all'improvviso, vi blocca il respiro e sentite come un morso di cavalla all'altezza dello stomaco.
Immaginate quindi di alzarvi. Mettervi alla scrivania a cercare l'orario del primo treno per Berlino.
Immaginate poi che lei vi metta una mano sulla spalla e voi sentiste come un gelo lungo la schiena. Immaginate quindi di voltarvi e di vederle gli occhi, quegli stessi occhi che trattenevano l'inesprimibile poco prima, trattenere ora a stento le lacrime.
Immaginate che quel treno per Berlino parta senza di voi e che seguano altri 2 giorni indimenticabili. Immaginate di avere ora un aereo in partenza tra poche ore da Berlino per Istanbul.
Immaginate tutto questo. Immaginate la fine di una storia, nient'altro che questo. O forse no. Solo la paura di volare che per un attimo vi ha preso.
Immaginate di sentire di amare ancora questa persona come nessun'altra avete amato prima. Ma anche di scivolare sulle cose, perché il corso delle cose sfugge la misera volontà.
Immaginatelo pure, se potete. Non sarà mai come essere quella persona che, per un momento, avete immaginato di essere.

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