La tarde

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Parole: Jorge Luis Borges.

Musica: Michelangelo Severgnini.

 

<<Las tardes que serán y las que han sido
son una sola, inconcebiblemente.
Son un claro cristal, solo y doliente,
inaccesible al tiempo y al olvido.

Son los espejos de esa tarde eterna
que en un cielo secreto se atesora.
En aquel cielo están el pez, la aurora,
la balanza, la espada y la cisterna.

Uno y cada arquetipo. Así Plotino
nos enseña en sus libros, que son nueve;
bien puede ser que nuestra vida breve
sea un reflejo fugaz de lo divino.

La tarde elemental ronda la casa.
La de ayer, la de hoy, la que no pasa>>.

 

Carlo D'Angelo: chitarra.

Michelangelo Severgnini: contrabbasso.

Alessandro Gorna: batteria.

Nicola Colombo: pianoforte.

Paolo Lo Polito: flauto.

Ermanno Facchi: percussioni.

Marco Cappelletti: canto.

Morena Brindisi: canto.

 

Traduzione:

I pomeriggi che saranno e quelli che sono stati
Sono uno solo, inconcepibilmente
Sono un cristallo chiaro, solo e sofferente
Inaccessibile per il tempo e per l’oblio.
Sono gli specchi di questo pomeriggio eterno
Che si va accumulando in un cielo segreto
In quel cielo ci sono il pesce, l’aurora
La bilancia, la spada e la cisterna.
Per ciascuno un archetipo. Così Plotino
Ci insegna nei suoi libri che sono nove
Può essere quindi che la nostra breve vita
Sia un fugace riflesso del divino
Il pomeriggio elementare vigila sulla casa
Quello di ieri, quello di oggi, quello che non trascorre.

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